Wednesday, May 30, 2018
Roma. Per tagliare l'erba si chieda
aiuto all'esercito
Non è una battuta, anche se il pensiero
corre alla celebre parodia di Max Panella su Alemanno, che alla prima neve su
Roma voleva chiamare l’esercito. Ma sul serio: la sindaca Raggi non potrebbe
chiedere l’aiuto dell’esercito, al fine di evitare che con la stagione calda
che avanza a grandi passi, la città diventi tutto un fuoco? Le piogge
interminabili e abbondanti hanno fatto sì che la vegetazione nelle aiuole, nei
parchi, dappertutto, sia cresciuta a dismisura, Se non si provvede rapidamente
a tagliarla, s’incendierà con grande facilità, mettendo a rischio alberi e
macchine, se non anche le persone.
Più volte ho segnalato al IV Municipio,
il grazioso piccolo parco in via Degli Alberini e Grotta di Gregna. L’erba
altissima sta ingiallendo: a rischio sono le profumate acacie e le macchine dei
parcheggi adiacenti. Interventi rapidi sarebbero necessari dappertutto,
io segnalo i luoghi che vedo intorno a me nelle mie passeggiate mattutine, uno
di questi è l’antico casale, l’antica Vaccheria Nardi trasformata in una
bellissima biblioteca. E’ completamente circondata da sterpaglie che stanno
ingiallendo, brucerà e bruceranno gli alberi intorno alla biblioteca, mettendo
a rischio anche questa.
Renato Pierri
Sunday, May 27, 2018
Le suore lesbiche non turbano gli uomini della Chiesa
Le suore lesbiche non turbano gli uomini della
Chiesa
La notizia è passata quasi sotto silenzio, ovvero, è
stata riportata ma non sembra aver scandalizzato qualcuno. Tutti zitti. E questo
dimostra come ancora oggi le persone omosessuali siano malviste dalla gente e
dalla Chiesa, nonostante le belle parole di accoglienza di quest’ultima, di
ponti da costruire, di dialogo e via di seguito. Per la seconda volta Papa
Francesco ha detto che non bisogna far entrare gli omosessuali nei seminari. E
nella sostanza è come se avesse detto che Dio non chiama gli omosessuali alla
vita sacerdotale. Sì, perché se Dio chiama alla vita sacerdotale anche gli
omosessuali, il Papa, negando loro il sacerdozio, andrebbe contro la volontà di
Dio. Ma non può essere che il Papa si macchi di tale peccato. Credo che nessuno
si sia reso conto della gravità del discorso di papa Francesco. Forse neppure
papa Francesco se n’è reso conto. Tra l’altro non si comprende perché il Papa
si sia dimenticato delle lesbiche. Perché non chiudere le porte dei monasteri
femminili anche a queste? Oppure il pensiero delle suore lesbiche non turba gli
uomini della Chiesa?
Attilio Doni
Friday, May 25, 2018
I bambini presi di mira oggi come nel passato
I bambini presi di mira oggi come nel passato
I bambini facevano gola ai delinquenti
nel passato e fanno gola ai delinquenti ancora oggi. Leggo sui giornali che in
Italia scompare un bambino ogni due giorni e che quattro su cinque non vengono
ritrovati. Che cosa ci fanno i delinquenti con in bambini? Ne fanno merce da
sfruttare sessualmente, nel lavoro minorile, oppure merce usa e getta, va a dire
usa e distruggi, usa e uccidi. Dal 2011 sono state 1,2 milioni le chiamate
ricevute per bambini scomparsi in tutta Europa. La situazione più grave in
Romania e in generale nell'Europa dell'est. Il pensiero mi è andato alla
crociata dei fanciulli del 1212. “Migliaia di fanciulle e fanciulli, convenuti
dalla Francia e dalla Germania, e guidati da due ragazzi – il pastorello
francese Stefano e il decenne Nicola di Colonia - si avviarono verso la Terra
Santa. La tragedia dell’innocente pellegrinaggio, ebbe inizio in Italia, dove le
fanciulle furono orribilmente raggirate da alcuni criminali. Molti fanciulli non
procederono oltre. I superstiti che si raccolsero a Marsiglia e a Brindisi per
attraversare il mare, furono venduti come schiavi ad Alessandria da armatori
senza scrupoli” (August Franzen, Breve storia della Chiesa). Così oggi e così
nel passato. Oggi però si è più consapevoli che nel passato del male che si
compie.
Renato Pierri
Thursday, May 24, 2018
L’inconsapevole omofobia di papa Francesco
L’inconsapevole
omofobia di papa Francesco
Che cosa può essere, se non un’inconsapevole
omofobia a preoccupare papa Francesco? Perché, altrimenti, la palese
discriminazione tra preti omosessuali e preti eterosessuali? Durante il colloquio
coi vescovi italiani riuniti in assemblea generale, ha dichiarato: “Se avete
anche il minimo dubbio, è meglio non farli entrare nei seminari". Perché
questa discriminazione? Secondo il Catechismo della Chiesa cattolica, gli atti
di sessualità al difuori del matrimonio sono peccato. Il discorso vale per
tutti, eterosessuali e omosessuali. A nessun prete è concesso di esercitare la
sessualità, eterosessuale o omosessuale che sia. Perché, dunque, la
discriminazione? Che differenza c’è tra un prete eterosessuale che ha l’amante,
e un prete omosessuale che ha l’amante? Gli omofobi non giudicano
scandalosa la posizione del primo e giudicano scandalosa la posizione
del secondo.
Renato Pierri
“Non ci sono soldi” ripete l’ingegnere del IV Municipio di Roma
“Non ci sono soldi” ripete l’ingegnere del IV Municipio di Roma
Gentile Sindaca Virginia
Raggi, immagini lei che cosa può significare per una donna sfaccendare in
cucina, e vedersi tornare nel lavandino l’acqua sporca delle fogne. Non si
dispererebbe? Disperata è la signora che abita al piano terra di via A.
Mammucari, 25 – 3A, case di edilizia popolare. Le tubazioni fognarie che passano
nei locali delle cantine del palazzo, posizionati male qualche anno fa dalla
Romeo Gestioni, si sono intasati a causa della scarsa pendenza. L’acqua sporca
sta allagando anche le cantine. “Non ci sono soldi”, è il ritornello che ripete
l’ingegnere dell’Ufficio Tecnico del IV Municipio. Gli inquilini del palazzo,
però, da quarant’anni pagano regolarmente canone d’affitto e oneri accessori.
“Non ci sono soldi”, ripete l’ingegnere, e la signora con l’acqua sporca che
fuoriesce dal lavandino è avvilita, depressa, sconfortata. Mi ha chiamato ieri
sera affinché scrivessi a lei, gentile sindaca. Piangeva.
Renato Pierri
Tuesday, May 22, 2018
Le onde del mare sono ordinate o disordinate? Sono belle
Le onde del mare sono ordinate o disordinate? Sono
belle
Il Corriere della Sera del 19 maggio, ha pubblicato
l’Intervista di Gian Guido Vecchi a padre James Martin. Padre James Martin è
autore del libro Building a Bridge, che esce in Italia il 24 maggio con il
titolo “Un ponte da costruire”. La prefazione è dell’’arcivescovo di Bologna
Matteo Zuppi, che parla di una riflessione «utile a favorire il dialogo, la
conoscenza e comprensione reciproca, in vista di un nuovo atteggiamento
pastorale da ricercare insieme alle nostre sorelle e fratelli Lgbt».
Belle giuste parole, come quelle pronunciate da padre
Martin durante l’intervista. Alla domanda del giornalista: “Il Catechismo parla
di «inclinazione oggettivamente disordinata». Lei scrive che l’espressione
«appare come una crudeltà gratuita»”, padre Martin ha risposto: «Molte persone
Lgbt mi hanno riferito che questa frase ferisce profondamente... La mamma di un
adolescente gay mi ha detto: “Ma la gente capisce cosa può provocare quel
linguaggio in un giovane? Lo può distruggere”. Noi dobbiamo ascoltare quella
madre».
Tante belle parole, ma non si ha il coraggio di
dichiarare apertamente ciò che la ragione e il buon senso imporrebbero di
dichiarare: la Chiesa si è sbagliata e continua a sbagliare. I paragrafi del
Catechismo riguardanti l’omosessualità, devono essere semplicemente cancellati.
Le persone omosessuali non devono essere considerate persone omosessuali, devono
essere considerate persone. La Chiesa deve chiedere scusa alle persone
omosessuali, riconoscere i propri errori, e di omosessualità non deve più
parlare. Il termine dovrebbe essere presente solo nei dizionari, così come il
termine eterosessualità, ed invece c'è ancora chi ottusamente si domanda se
l'omosessualità sia secondo natura o contro natura, quasi come se la distinzione
potesse essere un criterio etico. Ammesso che gli atti di omosessualità siano
“oggettivamente disordinati”, chi ha stabilito che il disordine sia sempre un
male? Alle volte il disordine è bellissimo ed è da preferirsi all’ordine. Ma gli
atti di omosessualità vanno contro il disegno di Dio. E chi lo ha stabilito?
Dove sta scritto che
l’omosessualità non possa rientrare
nel misterioso ordine stabilito da Dio, così come la condizione di coloro che
“nascono eunuchi dal seno della madre” ( Mt 19,12)? Ma è l’Antico Testamento a proibire l’amore tra
persone omosessuali. Sì, ma l’Antico Testamento proibisce anche di mangiare
bistecchine di maiale. Possiamo prendere sul serio quei versetti? Ma è san Paolo
a condannare l’amore omosessuale. Sì, ma san Paolo dice anche "E' cosa buona per
l'uomo non avere contatti con donna" (1Cor 7,1). Possiamo prenderlo sul serio
quando parla di sessualità?
Ordine, disordine... ma che
significa? Le nuvole in cielo sono ordinate o disordinate? E la vegetazione è
ordinata o disordinata? Le onde del mare che s’infrangono contro gli scogli sono
ordinate o disordinate? Sono belle.
Renato
Pierri
Saturday, May 19, 2018
“Antipatia per gli esseri umani di sangue blu”
“Antipatia per gli esseri umani di sangue blu”
Milioni di persone in tutto il mondo hanno seguito in
diretta le nozze reali del principe Harry e di Meghan Markle, da poche ore
nominati da Elisabetta duca e duchessa di Sussex. Nonostante gli otto gradi
della notte, migliaia di persone sono rimaste in attesa lungo le strade di
Windsor per assistere al matrimonio dell'anno. Le prime parole che Harry ha
rivolto a Meghan, quando l'ha raggiunto all'altare, sono state: "Sei
meravigliosa".
Ma che bello, che bello. Io, però, capisco
l’interesse, alle volte l’entusiasmo, persino la venerazione per un campione
sportivo, per un attore, un regista, uno scrittore, insomma per chi per talento
e merito si è distinto dall’uomo comune, non riesco a capire tutto questo
interesse per chi è diventato regina, re, principe o principessa non
per i suoi meriti, ma per i meriti (o la violenza, la prepotenza?)
di un lontanissimo antenato.
Di norma la gente è portata a credere che le
persone di sangue blu siano sempre nobili, raffinate, eleganti nell'animo
e nell'aspetto, ma la storia insegna che non è così.
Confesso d’essere un po’ razzista: non faccio
differenza tra uomini gialli bianchi o neri, giacché nelle loro vene scorre lo
stesso sangue rosso, ma non nutro simpatia per gli esseri umani di
sangue blu.
Carmelo Dini
Friday, May 18, 2018
Opinioni malsane e deleterie
Opinioni malsane e deleterie
Riguardo al manifesto apparso sulla
Via Salaria a Roma, col messaggio falso e offensivo: "L'aborto è la prima causa
di femminicidio nel mondo", una nota giornalista scrive su un altrettanto noto
blog: “Sono sempre stata convinta che le battaglie si vincono apertamente,
lasciando che tutti espongano le proprie opinioni e combattendole apertamente. I
divieti portano solo guai e rischiano di far passare dalla parte del
torto”.
Giustamente le femministe del movimento Rebel Network
hanno chiesto al sindaco di Roma, Virginia Raggi, di far rimuovere il cartellone
e hanno lanciato una raccolta di firme. La giornalista confonde la libertà di
espressione con la libertà di diffondere notizie false e offensive. E’ un
equivoco in cui si cade spesso, specialmente quando i messaggi falsi e offensivi
sono veicolati attraverso la satira. Ma questi tristi manifesti non fanno
neppure satira, sono solo falsi e tristi. Diffondere opinioni nocive, malsane,
deleterie, non è cosa buona e giusta. E’ cosa cattiva e ingiusta. Spesso
pericolosa.
Renato Pierri
Thursday, May 17, 2018
Cose carine del 17 maggio 2018 e lontani ricordi
Cose carine del 17 maggio 2018 e lontani ricordi
Tante cose carine, oggi. La mia lettera
sulla “verzura impazzita di gioia” a Roma, è diventata l’idea di un servizio
dello scrittore Aurelio Picca, uscito oggi 17 maggio, sul settimanale “7” del Corriere della Sera. Perché ha avuto
tanto successo la mia breve lettera? Credo sia piaciuto il termine letterario
“verzura”, e sia piaciuto che non mi sia limitato a scrivere che la vegetazione
a Roma è impazzita a causa delle piogge abbondantissime di questa primavera, ma
abbia scritto che la verzura è impazzita di gioia. Carino per me è stato anche
vedere, sul settimanale, una fotografia che avevo unito alla lettera: un
marciapiede del quartiere Colli Aniene, invaso da piante spontanee dai bei
fiori gialli.
Altra cosa carina, ma no, non carina, bellissima cosa: una cara
figlia che, stanca di Roma, da quasi un anno si è trasferita a Milano, ci è
venuta a trovare. E poi oggi il tempo è cambiato: c’è il sole. E infine? Infine
la frittata di cipolle. Ma sì, proprio
la frittata di cipolle, avete capito bene. La frittata di cipolle è la frittata
che supera in bontà tutte le frittate. A pranzo oggi abbiamo mangiato frittata di cipolle. Una squisitezza la frittata
di cipolle. La primavera è la stagione giusta per la frittata di cipolle.
Dovete acquistare quelle belle cipolle bianche schiacciate. Per evitare di
piangere mentre le sbucciate e le tagliate, non restate fermi, spostatevi
portandovi appresso la padella. Io faccio sempre così.Tanto parmigiano nelle
uova sbattute, mi raccomando, e un bel po’ di pepe. E’ troppo buona la frittata
di cipolle. E chi può dimenticare il sapore della frittata di cipolle in mezzo
al pane quando ero ragazzo? Seduto magari sul davanzale della finestra, mentre
le rondini, forse anche loro impazzite di gioia, facevano un chiasso indiavolato nel cielo di Carrara? C’era un vecchio col bastone nel balcone di
una casa di fronte, una casa tinta di rosa. Faceva avanti e indietro, avanti e
indietro, a piccoli passi, strusciando i piedi. La ringhiera di ferro era nera.
Tra qualche anno sarò vecchio come lui? Non so se farò anch’io su e giù nel
terrazzino. Spero di non dover mai rinunciare alle mie passeggiate nel
quartiere, e alla frittata di cipolle. E’ troppo buona la frittata di cipolle.
Renato PierriWednesday, May 16, 2018
Così va il mondo. Il mondo di Wikipedia
Così va il mondo. Il mondo di Wikipedia
Come mai questa certosina attenzione di Wikipedia per i
libri di Renato Pierri? Provate a cercare nella bibliografia, sotto la voce
“Madonna di Fatima”, il mio libro “Nostra Signora di Fatima. La Madonna di un
falso cristianesimo” (Mind Edizioni). Era presente fini a poco tempo
fa. E’ stato cancellato. Sembra che la ragione sia da attribuire al fatto
che non ce ne siano abbastanza copie nelle biblioteche. Come mai allora
nella stessa bibliografia sono presenti libri di autori sconosciuti, di
piccole sconosciutissime case editrici? Date una scorsa alla bibliografia e ve
ne renderete conto. Tra l’altro c’è uno sconosciuto libro di
uno sconosciuto autore, il quale cita ampiamente il mio libro. Ma così va
il mondo. Il mondo di Wikipedia. Provate a cercare nella
bibliografia, sotto la voce “Gemma Galgani”, il mio libro “La sposa di Gesù
Crocifisso” (Kaos Edizioni). Era presente fino a poco tempo fa. E’ stato
cancellato. Prendetevi il gusto di darci uno sguardo, alla bibliografia:
v’imbatterete in libri sconosciutissimi di autori sconosciutissimi. Ma
così va il mondo. Il mondo di Wikipedia. E pensate forse di trovare sotto la
voce “Nostra Signora di Lourdes” il mio bellissimo libro (modestia a parte)
“Nostra Signora di Lourdes. La Madonna che non conosceva il Vangelo” (Mind
Edizioni)? Sparito anche quello. Ma così va il mondo. Il mondo di Wikipedia.
Perché ho scritto questa letterina? Ma è
ovvio: per fare un po’ di pubblicità agli sconosciutissimi libri di uno
sconosciutissimo autore.
Renato Pierri
Tuesday, May 15, 2018
Il Vangelo e le monache di socchiusura
Il Vangelo e le monache di socchiusura
Il prete e scrittore Mauro Leonardi, riguardo alla
clausura, scrive sul blog “Come Gesù”: “Io credo che il mondo della clausura
necessiti di alcuni aggiornamenti che poco per volta stanno arrivando”. Il che
significa che la clausura necessita di non essere del tutto clausura. Significa
che le porte dei monasteri non dovranno restare del tutto chiuse, ma socchiuse.
Un giorno le monache di clausura si chiameranno monache di socchiusura. Almeno
si spera, eh!
Il sacerdote poi continua:
“Rimane il fatto che il vangelo ci parla di alcuni che gettano le reti in alto
mare e di altri che rimangono a terra a riparare le reti ("Mentre camminava
lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea
suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse
loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito
lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli,
Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a
Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. - Mt 4,
12-23)".
Io credo che le monache di clausura abbiano questo
secondo compito, a più livelli e in diversi modi, per la Chiesa”.
Una bella forzatura interpretare in tal modo il vangelo.
Sembra quasi che sia stato il Signore ad ordinare a Giacomo e a Giovanni di
stare nella barca a rassettare le reti. Ma passi. Il fatto è che il Signore li
chiama, i due fratelli, li distoglie dal loro lavoro. Ma ammettiamo pure che sia
cosa buona e giusta dedicarsi soltanto alla riparazione delle reti, assurdo,
insensato è il pensiero che si possa restare per tutta la vita, giorno e notte,
nella barca a rassettare reti. I pescatori tornano a casa la sera, sia quelli
che gettano le reti in mare, sia quelli che le reti le riparano, tutti tornano
alle loro famiglie.
“Ma tu – dice Gesù – quando vuoi pregare, entra nella
tua camera e, serratone l’uscio, prega il Padre tuo che sta nel segreto; e il
Padre tuo che vede nel segreto te ne ridarà la ricompensa” (Mt 6, 6). Se Gesù
avesse detto: “Entra nella tua camera e, serratone l’uscio, non uscirne più per
tutta le vita”, sarebbe stato un incosciente, così come incosciente è, a mio
parere, la Chiesa quando fa credere ai fedeli che rinchiudersi per tutta la vita
in un monastero sia cosa buona e giusta.
Il Signore non può volere sacrifici inutili. I sacrifici
devono avere uno scopo serio, la vita per gli amici si dà per una ragione seria.
I sacrifici devono essere proporzionati allo scopo. Le monache di clausura
pregano per il mondo, per la Chiesa, per i peccatori e tutto ciò che si vuole?
Possono farlo benissimo se le porte del monastero restano socchiuse, possono
farlo benissimo se un giorno vogliono vedere il mare, toccare l’acqua del mare.
Pregheranno toccando l’acqua del mare.
Renato Pierri
Monday, May 14, 2018
Maggio. False Madonne di oggi e false Madonne di ieri
Maggio. False Madonne di oggi e false Madonne di ieri
A papa Francesco non piace
tanto la Madonna di Medjugorje, anzi, diciamo che non piace per niente, se si
considera che nell’aprile del 2016 ebbe a pronunciare le seguenti parole: “Gesù
ci ha avvisato: «Verranno altri che diranno: il cammino del Messia è questo,
questo… Non ascoltate! Non sentite loro. Il cammino sono Io!». Gesù è porta e
anche cammino. Se seguiamo Lui non sbaglieremo... Il regno di Dio è in mezzo a
noi... non bisogna cercare cose strane”.
Però gli piace la Madonna di Fatima, e viene fatto di
chiedersi per quale motivo, considerato che di cose strane, assai strane, a
Fatima ne accaddero in misura assai maggiore che a Medjugorje. A Fatima una
stranissima Madonna, una Madonna molto diversa dal Figlio, prese di mira tre
bambini, non per tenerli in braccio come fece Gesù, non per farli gioire, ma per
farli soffrire, per preconizzare la morte prematura a due di loro, per dire loro
di portare il cilicio sulle tenere carni solo di giorno, giacché Gesù non voleva
lo portassero anche di notte (ma vi pare?), per spingerli a fare sacrifici a
favore dei peccatori (ma vi pare?), per terrorizzarli con terribili visioni
infernali. I due bimbetti morirono davvero presto, forse perché persuasi di
dovere morire, forse perché a far avverare la profezia pensò la “spagnola”,
micidiale epidemia influenzale, forse perché qualcuno li aiutò a morire... Tante
cose strane avvennero, tante da spingere la monaca Lucia, la superstite, a
distanza di anni, a scrivere: “Ma
vengo a dirle, reverendo padre, che ora più che mai mi viene il timore di
essermi lasciata illudere dalla mia immaginazione” (Lettera a padre Gonçalves,
del 5 giugno 1936). Ma si può tornare indietro? Si possono disilludere milioni
di fedeli. Mandare in fumo un gigantesco giro d’affari? E come reagirebbero il
governo Portoghese e la Chiesa portoghese? Meglio non credere alla false Madonne
di oggi, e credere alle false Madonne di ieri.
Renato Pierri
Saturday, May 12, 2018
Il giudizio finale, e la monaca di clausura
Il giudizio
finale, e la monaca di clausura
“Quando il
Figlio dell’uomo verrà nella sua maestà... egli separerà gli uni dagli altri,
come il pastore separa le pecore dai capri, e metterà le pecore alla sua destra,
i capri invece alla sua sinistra... Quindi dirà a quelli che stanno alla
sinistra: «Andate via da me, o maledetti... Poiché: ebbi fame e non mi deste da
mangiare, ebbi sete e non mi deste da bere, ero pellegrino e non mi ospitaste,
nudo e non mi copriste, ero in carcere e non veniste a trovarmi... ». Una monaca
di clausura, alla sua sinistra, rispose: «Signore, quando ti vidi avere fame o
sete, essere pellegrino o nudo, infermo o in carcere, e non ti ho servito?». Il
Signore rispose: «Ciò che non hai fatto a uno di questi più piccoli, non l’hai
fatto a me». «Ma come avrei potuto servirti, Signore, trovandomi chiusa nel
monastero in cui entrai per stare più vicino a te?». Il Signore: «E come potevi
starmi vicino se ero pellegrino, infermo, carcerato, e non mi hai curato?».
«Signore, per il pellegrino, per l’infermo e il carcerato, io ho tanto, tanto
pregato». Il Signore misericordioso comprese le buone ingenue intenzioni della
monaca, la perdonò, e la fece passare tra le pecore alla sua
destra.
Questa
parafrasi del noto passo evangelico sul giudizio finale (Mt 25), dimostra che
l’istituzione della clausura è in contrasto e con la ragione e col vangelo. Ma
che la clausura non sia in armonia col vangelo, lo dimostrò, senza rendersene
conto ovviamente, Benedetto XVI nell’enciclica Deus Caritas.
Così
scriveva al n. 18 della Lettera: "Se però nella mia vita tralascio completamente
l'attenzione per l'altro, volendo essere solamente «pio» e compiere i miei
«doveri religiosi», allora s'inaridisce anche il rapporto con Dio. Allora questo
rapporto è soltanto «corretto», ma senza amore. Solo la mia disponibilità ad
andare incontro al
prossimo, a mostrargli amore, mi rende sensibile anche di fronte a Dio...Amore
di Dio e amore del prossimo sono inseparabili, sono un unico comandamento...Così
non si tratta più di un «comandamento» dall'esterno che ci impone l'impossibile,
bensì di un'esperienza dell'amore donata dall'interno, un amore che, per sua
natura, deve essere ulteriormente partecipato ad altri".
Ora, è
chiaro che l'amore per il prossimo tra le mura di un monastero è solamente pura
astrazione: allontanarsi dal prossimo, separarsi da esso e "partecipargli" amore
è contraddittorio. Del resto, basta ricordare la parabola del buon Samaritano
(Lc 10,25ss); una monaca di clausura non avrebbe alcuna possibilità di
soccorrere il malcapitato percosso dai briganti, per il semplice motivo che non
passerebbe mai per quella strada.
E sarebbe
sciocco pensare che quando il Signore disse agli apostoli: «Se dunque io, il
Signore e il maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli
uni gli altri» (Gv 13,14), intendesse che Pietro dovesse “lavare i piedi” a
Giovanni, Giacomo a Tommaso, e via di seguito reciprocamente, separandosi dal
mondo.
Per
conferire fondamento evangelico alla clausura ci si appella vanamente
all'episodio di Marta e Maria, del vangelo di Luca: “Marta invece era assorbita
per il grande servizio. Perciò si fece avanti e disse: « Signore, non vedi che
mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque di aiutarmi ». Ma Gesù
le rispose: « Marta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi di troppe cose. Invece
una sola è la cosa necessaria. Maria ha scelto la parte migliore, che nessuno
le toglierà ».” (Lc 10, 40-41). Ma la “cosa necessaria” non era il semplice
fatto in sé che Maria si fosse “appartata” con Cristo, ma di ascoltare, in quel
momento, la sua parola, per comprenderla appieno e metterla in pratica: “Se
capite queste cose, siete beati se le mettete in pratica” (cf Gv
13,17).
Renato
Pierri
Thursday, May 10, 2018
L’utilità delle lettere sui giornali, almeno ogni tanto
L’utilità delle lettere sui giornali, almeno ogni tanto
In una lettera su Italians – Corriere
della Sera del giorno 8 maggio, intitolata da Beppe Severgnini “Roma: the
Secret Gardener”, parlavo della “vegetazione impazzita di gioia a Roma”, e
riportavo la fotografia di un marciapiede di Via Cassiani, nel quartiere Colli
Aniene, invaso da piante spontanee dai bei fiori gialli. Questa mattina, a
distanza di due giorni, dopo tanti mesi (o anni?) tre operatrici dell’AMA,
hanno tagliato le piante e ripulito il marciapiede. Pura coincidenza? Non credo.
Non è la prima volta che le lettere sui giornali sortiscono il loro effetto.
Strano che, forse per mancanza di tempo, forse per stanchezza, non sono andate
un po’ più avanti, le operatrici. Appena girato l’angolo, infatti, c’è un altro
marciapiede invaso dalle piante spontanee dai bei fiori gialli. Oppure se ne
sono innamorate com’è capitato a me, e non se la sono sentita di tagliare i bei
fiori gialli?
Renato Pierri
Wednesday, May 09, 2018
Virginia Raggi non potrà dare la colpa ai cristiani
Virginia Raggi non potrà dare la colpa ai
cristiani
L’erba a Roma nelle aiuole e nei giardini continua a
crescere altissima, e se non sarà tagliata, quest’estate la città sarà tutta un
fuoco, e Virginia Raggi non potrà dare la colpa ai cristiani, come fece Nerone.
L’ho detto ad un’amica che vive ad Asolo, in Veneto, e lei mi ha risposto così:
“Qui dove non provvede il Comune ci sono bravi cittadini che si occupano di
tagliare l’erba... ogni volta che li vedo mi meraviglio e gioisco che ci siano
ancora persone che pensano al bene comune, che se ne prendono cura”. E così, per
mostrarle come i cittadini romani si curano del bene comune, ho pensato di
inviarle la fotografia di un angolo delizioso di Via Mammucari, traversa di Via
Grotta di Gregna poco prima che questa sbocchi in via Tiburtina. Un signore deve
aver cambiato il divano letto in casa e qualche altro mobile, ed ha pensato che
il posto ideale per depositare la roba vecchia fosse l’inizio di Via Mammucari,
proprio davanti ai cassonetti dell’organico per la raccolta differenziata, dalla
parte dove gli stessi si aprono. Per raggiungerli bisognerebbe scavalcare il
divano letto, salirvi sopra. Le automobili provenienti da Via Grotta di Gregna
potrebbero sbattervi contro. Un’idea geniale.
Carmelo Dini
Cristo qui e ora modificherebbe anche il Vangelo
Cristo qui e ora modificherebbe anche il Vangelo
Un po’
dispiaciuto il prete e scrittore Mauro Leonardi per l’esito della sua petizione
al Papa affinché sia inserita nel Catechismo la parola “pedofilia”, scrive su
FarodiRoma del 7 maggio: “La raccolta di firme, promossa da un sacerdote e
portata avanti attraverso un blog che si chiama Come Gesù, si trova ovviamente
ad avere come primo pubblico quello cattolico e proprio qui ci sono le
sofferenze. Perché la ragione per la quale in quasi un mese non si sono
raggiunte neppure le 2000 firme significa che, tuttora, proprio tra i cattolici,
non pochi sono ancora convinti che non esista nessuna reale distinzione tra
omosessualità e pedofilia”. E più avanti: “Rimandare ancora l’introduzione del
termine “pedofilia” nel catechismo, significa accettare questa torbida
ambiguità. E, alla lunga, quanto più passa il tempo, tanto più quella che poteva
essere solo una disattenzione o una trascuratezza diventa un’orribile presa di
posizione”.
Io credo che
le cause del numero di firme, esiguo considerata l’importanza della petizione,
siano anche altre. Una ragione molto semplice è che la notizia della petizione
non sia pervenuta ad un vasto numero di persone. Ragione, invece, alla quale
forse don Mauro Leonardi non ha pensato, è che moltissimi cattolici, troppi
cattolici non amano i cambiamenti, le innovazioni nella Chiesa: il Catechismo è
perfetto, non ha bisogno di modifiche, pensano. In realtà, prima dell’attuale
“Catechismo della Chiesa cattolica”, esisteva il Catechismo della dottrina
cristiana” di Pio X. Niente di male. E niente di male se a quello attuale
fossero apportate modifiche. Ma per molti il Catechismo è come il Vangelo: non
si tocca. Ed io credo, invece, che Cristo qui e ora apporterebbe modifiche non
solo al Catechismo, ma anche al Vangelo. Sicuramente correggerebbe il discorso
sul divorzio, tanto per fare un esempio.
Renato
Pierri
Sunday, May 06, 2018
Quando il dialogo diventa difficile, se non impossibile
Quando il dialogo diventa difficile, se non
impossibile
Si
può discutere con un testimone di Geova sui benefici o meno delle trasfusioni di
sangue? Non è possibile, perché il Testimone s’industrierà in tutti i modi per
dimostrare che le trasfusioni di sangue sono dannose, il suo pensiero andrà
necessariamente in un’unica direzione, per giungere inevitabilmente ad una sola
conclusione. Altrimenti si troverebbe davanti ad una contraddizione per lui non
accettabile: come può Dio proibire agli uomini ciò che è per loro un bene e non
un male?
Provate a discutere con un vegetariano sui benefici o
meno del nutrirsi di carne, o sulla necessità di nutrirsene. I suoi ragionamenti
saranno condizionati dalla persuasione che uccidere animali è sempre un male.
Ancora, tra gli infiniti esempi: gli atti di
omosessualità sono o non sono un male? Il dialogo con un cattolico non sarà
possibile, perché, i suoi ragionamenti saranno condizionati dalla persuasione
che tali atti siano un peccato (lo dice la Bibbia, lo insegna la Chiesa), e
avranno un’unica via, quella che lo porterà inevitabilmente alla conclusione che
gli atti di omosessualità sono un male.
Per
la stessa ragione, difficile, se non impossibile, è dialogare con molti
cattolici sul fine vita, giacché i loro ragionamenti sono necessariamente
condizionati dalla ferma persuasione che la vita è sacra e inviolabile, che la
vita è un dono, che la vita vale sempre la pena d’essere vissuta, che "la vita
e la morte dell'uomo sono...nelle mani di Dio, in suo potere...Egli solo può
dire: «Sono io che do la morte e faccio vivere»" (Giovanni Paolo II).
Ovviamente la persona che ragiona in tal modo potrebbe
anche essere nel giusto, ma resta che il dialogo diventa difficile, alle volte
impossibile.
Renato Pierri
“I quattro finalisti di The Voice: pura coincidenza?”
“I quattro finalisti di The Voice: pura
coincidenza?”
I quattro giudici
di The Voice (Rai2) Al Bano, J-Ax, Francesco Renga e Cristina Scabbia, tre
uomini e una donna, hanno eletto i quattro finalisti: tre donne e un uomo. Al
Bano ha eletto la donna Maryam Tancredi, ma era molto probabile che eleggesse
una donna, giacché quasi tutti i suoi cantanti erano donne. Cristina Scabbia ha
eletto l’uomo Andrea Butturini. E qui la domanda già ci sta: coincidenza oppure
la scelta è stata inconsapevolmente condizionata dall’attrazione verso il sesso
opposto? Il finalista di J-Ax è Beatrice Pezzini, una donna, graziosa donna.
Coincidenza? Il finalista di Francesco Renga è Asia Sagripanti, graziosissima
donna. Coincidenza pure questa, oppure ha un suo significato? I tre uomini hanno
scelto tra donne, l’unica donna ha scelto un uomo: pura coincidenza? A voi la soluzione del
problemino.
Carmelo
Dini
Thursday, May 03, 2018
Beppe Severgnini non ha capito una cosa elementare
Beppe Severgnini non ha capito una cosa elementare
Ma sì, è così. Scrive in
calce alla lettera di una lettrice: “Però ti vergogni a scrivere queste cose,
di’ la verità… Altrimenti firmeresti con nome e cognome, no? Soliti coniglietti
bellicosi, che pazienza ci vuole…”. E poi, tra parentesi: “Perché pubblichiamo?
Perché ogni tanto è bene sappiate cosa arriva, anche a un blog antico ed educato
come questo”. E non ha capito, giacché gliel'ho spiegato mille volte, che lui
può pubblicare ciò che vuole (come tutti i giornali, del resto), anche la
lettera più schifosa, più volgare, più offensiva, più falsa, tutto può
pubblicare purché, come ha fatto questa volta, metta in calce alla missiva
almeno un rigo di disapprovazione. Altrimenti, poiché chi tace, si sa,
acconsente, fa passare un messaggio sbagliato che nuoce innanzi tutto proprio al
blog antico ed educato. Non è semplice?
Renato Pierri
Alfie Evans. La soddisfazione di non essermi macchiata la coscienza
Alfie
Evans. La soddisfazione di non essermi macchiata la coscienza
Mi ero ripromesso di
non tornare sulla vicenda di Alfie Evans, ma non posso nascondere la
soddisfazione nel leggere l’intervista rilasciata a “Vita” (http://www.vita.it/it/) dal professor Marcello Orzalesi.
Ne trascrivo alcune righe: «Sembra che le cure
palliative significhino eutanasia, sui giornali abbiamo letto di "staccare la
spina" e che la Gran Bretagna "uccide" un bambino. Non si sa o non si dice,
invece, che sono gli inglesi gli antesignani delle cure palliative pediatriche,
sono loro che le hanno create e che hanno le reti che funzionano, non noi. Sulle
cure palliative meglio che a Liverpool non si poteva fare. Ho conosciuto il
pediatra che ha diretto il reparto che ha in cura Alfie, sicuramente le cure
palliative sono state avviate subito perché per i bambini che si sa essere
inguaribili fin dall’inizio si affiancano terapie curative e terapie palliative.
Esiste poi una Carta delle Religioni per le Cure Palliative Pediatriche,
promossa anche dal Vaticano, firmata da tutte le religioni del mondo, che
includono nelle cure palliative anche la sedazione profonda, che è quello che
avrebbero fatto a Liverpool. In questo senso la disinformazione l’ha fatta da
padrona, mentre le decisioni dei medici sono state prese nel pieno rispetto dei
principi etici, come evidenziato qualche giorno fa su la Repubblica anche dal
professor Lorenzo d’Avack, presidente del Comitato Nazionale di Bioetica: la
decisione su cosa fare nei bambini inguaribili, magari sottoposti a cure
sproporzionate, deve seguire il migliore interesse del bambino, che in alcuni
casi si identifica con difficoltà e non è detto che siano sempre i genitori a
sapere qual è il best interest del bambino».
Ecco. Ho la grande soddisfazione di
non avere espresso giudizi negativi sui medici che hanno avuto in cura il
bambino. Quante parole dure, tremende, alle volte feroci, si sono lette sui
giornali, sulla rete. Io ho la grande soddisfazione di non essermi macchiata la
coscienza.
Renato Pierri
Beppe Severgnini... “statisticamente parlando”
Beppe Severgnini...
“statisticamente parlando”
E
così, Beppe Severgnini, che sembra essersela legata al dito, dopo che l’ho più
volte rimproverato per la pessima abitudine di pubblicare lettere sessiste
senza un rigo di disapprovazione, il giorno primo maggio, ha pubblicato
l’ennesima lettera sessista.. Sembra se la sia legata al dito, il simpatico
Severgnini, giacché da allora non pubblica più le mie lettere che una volta
pubblicava regolarmente. Ma è della missiva sessista che volevo parlare.
L’autore ci informa che a Messina le donne, “statisticamente parlando, sembrano
possedere una maggiore attitudine a smanettare con dispositivi telefonici mobili
durante la guida; con enormi rischi per sicurezza stradale”. Capito? “Sembrano,
statisticamente parlando”. Ma guarda un po’. A me, statisticamente parlando,
sembra che a Roma siano soprattutto gli uomini a provocare incidenti a causa del
telefonino attaccato all’orecchio mentre guidano. Statisticamente parlando, eh!
L’altro giorno sulla via Tiburtina avevo dietro di me un Tizio che con una mano
reggeva il telefonino e con l’altra, agitatissimo, gesticolava ogni tanto
abbandonando il volante. Poco ci è mancato che non mi tamponasse. Sicuramente il
Signore al momento della Creazione non previde i telefonini, altrimenti ci
avrebbe creati con tre mani. Sai quanti incidenti in meno, soprattutto provocati
da donne, statisticamente parlando?
Renato
Pierri
