Monday, July 30, 2018
Fontana e Salvini anche contro i bambini
“Difenderemo in ogni sede immaginabile il diritto del bambino di
avere una mamma ed un papà”. Questo ha detto Matteo Salvini a supporto delle ultime
dichiarazioni del ministro Fontana. Ma che cosa significa? Pochi, pochissimi, e
figuratevi se tra questi pochissimi possono esserci Fontana e Salvini,
pochissimi si rendono conto che una frase del genere non ha senso alcuno. Ha
senso parlare di un diritto qualora questo ha la possibilità d’essere
soddisfatto, se questa possibilità non esiste, non si può parlare di diritto. I
bambini delle coppie eterosessuali hanno il diritto a crescere con una mamma e
un papà, semplicemente perché sono concepiti da una coppia eterosessuale. I
bambini concepiti da coppie omosessuali grazie alla fecondazione eterologa o
grazie alla gestazione per altri, non hanno la possibilità di crescere con
genitori di sesso diverso. L’alternativa a crescere con due mamme o due papà, è
non farli nascere. Ma dico, perché non li lasciate in pace i bambini delle
coppie omosessuali, signori ministri?
Renato Pierri
Wednesday, July 25, 2018
Divorzio. Domande a Gesù, che gli apostoli non fecero
Divorzio. Domande a Gesù, che gli apostoli non fecero
“Chi può comprendere, comprenda”. Così, Gesù, chiuse
il discorso sul divorzio. Matteo, però, che non aveva ben compreso, prese la
parola per chiedere: “Signore, tu hai detto: «Quello che Dio ha congiunto l’uomo non separi», però
io conosco un giovane costretto dai genitori a sposare una fanciulla che non
amava. Era innamorato di un’altra donna. E anche lei, la sposa era innamorata di
un altro giovane. In questo caso, poiché è evidente che non è stato Dio a
congiungerli, è lecito al giovane separarsi dalla sposa che non ama e dalla
quale non è amato?”.
Gesù non rispose. Era tutto intento a
tracciare dei segni per terra con il dito. Matteo voleva ripetere la domanda, ma
Pietro gli disse: “Non lo disturbare. Chi tace acconsente”.
Prese la parola Giovanni, il discepolo che Gesù amava,
per chiedere: “Signore, tu hai detto: «Chi ripudia la
propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei», ma se è la
moglie, invaghita di un altro uomo, a fuggire dal marito, non sarebbe una grave
ingiustizia proibire al marito, abbandonato, innocente, che non ha ripudiato
nessuno, di prendere una nuova moglie?».
Gesù non rispose. Era tutto intento a
tracciare dei segni per terra con il dito. Giovanni stava per ripetere la
domanda, ma Pietro gli disse: “Non lo disturbare. Chi tace acconsente”.
Prese la parola anche Tommaso, per chiedere a Gesù:
“Signore, tu hai detto: «Così pure la donna che ripudia suo marito e ne sposa un
altro commette adulterio», ma se la donna è costretta a ripudiare un pessimo
marito che le fa del male, non sarebbe un’ingiustizia proibirle di sposare un
uomo buono che può compensarla di tutto il male
ricevuto?”.
Gesù non rispose. Era tutto intento a
tracciare dei segni per terra con il dito. Tommaso voleva ripetere la domanda,
ma Pietro gli disse: “Non lo disturbare. Chi tace acconsente”.
Infine fu Filippo a chiedere a Gesù:
“Signore, ma se quei due sposi di cui ha parlato Matteo, non si ripudiano a
vicenda, ma si separano d’amore e d’accordo, giacché capiscono che non è stato
Dio ad unirli, pure commettono adulterio se si sposano rispettivamente con la
persona che amavano?”.
Gesù non rispose. Era sempre intento
a tracciare dei segni in terra con il dito.
Renato
Pierri
Chiara Corbella, come alcuni santi, aveva un'idea sbagliata di Dio
Chiara Corbella, come alcuni santi, aveva un'idea
sbagliata di Dio
"Ringrazia e bacia dolcemente la mano di Dio che ti
percuote", è uno dei pensieri profondi di Padre Pio. Aveva un’idea sbagliata di
Dio, Padre Pio. Tanti santi hanno avuto un’idea sbagliata di Dio. Se è vero ciò
che racconta Tommaso da Celano, anche san Francesco era persuaso che fosse Dio a
mandargli malanni. Anche san Francesco aveva un’idea sbagliata di Dio. Mi sono
permesso di scrivere, sul blog “Come Gesù” che anche Chiara Corbella, nei
riguardi della quale è stato aperto il processo di beatificazione, aveva un’idea
sbagliata di Dio, ma ho suscitato una valanga di commenti, quasi tutti di
disapprovazione. Non li leggo tutti e non rispondo a tutti, ovviamente,
altrimenti passerei l’estate, la mia bella estate, al computer, anziché, senza
far niente, neppure pensare, ascoltare il chiasso delle cicale, delle mie
cicale. Friniscono pazze di gioia, le cicale, perché non sanno che moriranno
prima che finisca l’estate.
Ho dato una scorsa qua e là ai 95 commenti e lo
sguardo mi è caduto sulle parole seguenti: “Chiara Corbella non attribuì a Dio
le malattie e la Chiesa non lo fa. Questa è una interpretazione decisamente
arbitraria. È giusto documentarsi prima di scrivere”.
E così, sottraggo un po’ di tempo al mio dolce far
niente, e rispondo. La mia affermazione che Chiara, come tanti santi, attribuiva
a Dio le sue disgrazie, non è basata sul nulla, oppure su false notizie, ma su
parole pronunciate o scritte da Chiara Corbella. Fu Chiara Corbella a dire alla
madre: “Se il Signore ha scelto questo per me, vuol dire che è meglio così per
me e per quanti mi sono intorno. Perciò io sono contenta”. “Il Signore ha scelto
questo per me”. Voleva dire un’altra cosa? E perché non la disse un’altra cosa,
ma disse proprio quella cosa? Fu Chiara Corbella a scrivere al figlioletto:
“Qualsiasi cosa tu faccia nella vita, non scoraggiarti
mai, figlio mio: se Dio ti toglie qualcosa, è per darti di più”. “Se Dio ti
toglie”. Voleva scrivere un’altra cosa? E perché non la scrisse un’altra
cosa?
Perseguitata dalla cattiva sorte,
poveretta, si vide morire due bambini subito dopo la nascita. Ed ecco che cosa
scrisse a riguardo: “Il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria
Grazia Letizia e Davide Giovanni, ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto
fino alla nascita”. “Donarci... ci ha chiesto”. Voleva scrivere altro? Che cosa
c’entrava il Signore, che cosa c’entrava, il povero Signore, col concepimento di
una bimba “speciale” cui fu diagnosticata, ancora nel grembo materno,
un’anencefalia, e col concepimento di un bimbo “speciale” cui fu diagnosticata
una grave malformazione viscerale alle pelvi con assenza degli arti inferiori?
Doni graziosi del Signore? Pura follia.
Cose che ti fanno una gran pena in
questa storia, ma anche cose che, perlomeno a me, danno un grandissimo fastidio.
Come può un uomo che vede la moglie soffrire, la moglie morire, come può
chiederle: «Amore mio, ma davvero il giogo del Signore è dolce?». Si pensi se
Maria l’avesse chiesto al Figlio agonizzante sulla croce. E come poté lei,
mentre soffriva, mentre moriva, rispondere: «Sì̀, Enrico, molto dolce». Si pensi
se così avesse detto Gesù al Padre, anziché gridare: «Eloì, Eloì, lemà
sabactàni».
Renato
Pierri
Thursday, July 19, 2018
Chiara Corbella. Vogliono beatificarla, ma del vangelo aveva capito poco
Chiara Corbella. Vogliono
beatificarla, ma del vangelo aveva capito poco
La notizia recentissima: “Roma.
Chiara Corbella Petrillo: al via la causa di beatificazione”. E qui di seguito
il mio articolo pubblicato il 22 giugno 2013, sul blog de L’Espresso “Altre
lettere”, col titolo: “Storia di Chiara, in
odore di santità”. Il titolo originale dell’articolo era: “I
terribili doni del Signore a Chiara Corbella già in odore di
santità”.
L’aberrante storia di Chiara Corbella, l’ho letta sul settimanale Credere
del 18 giugno 2013. Chiara Corbella “è fra quegli esempi di vita cristiana che
fanno salire la temperatura”. Così comincia l’articolo. La temperatura di chi?
Dei cristiani autentici o di quelli fasulli? Di quelli che sanno perfettamente
che le disgrazie di questo mondo non sono da attribuire al buon Dio (anche per
non offenderlo), oppure di quei cristiani come Chiara, la quale scriveva al
figlioletto che stava lasciando orfano: “Dio non ti toglie mai nulla. Se toglie
è solo perché vuole donarti molto di più”. Per questo il buon Dio un anno fa
avrebbe tolto la mamma a Francesco di appena due anni, facendola morire di
cancro a soli 28 anni. Ma Chiara era contenta, contentissima, perché era
persuasa che si trattasse di speciali doni del Signore. Infatti, alla mamma, non
rendendosi conto dell’offesa a Dio, ebbe a dire: “Se il Signore ha scelto questo
per me, vuol dire che è meglio così per me e per quanti mi sono intorno. Perciò
io sono contenta”. E al marito cristiano intelligente che, mentre lei soffriva,
le chiese: “Quella croce è dolce?”, lei rispose “con un filo di voce” (così,
nell’articolo!): “Sì, è davvero dolcissima”. Il primo dono a Chiara, il Signore
lo avrebbe elargito nel 2009. Dopo un anno dalle nozze gli sposi hanno la
notizia di aspettare un bambino. L’ecografia però rivela una grave malformazione
cefalica. I medici dichiarano che la bimba non potrà vivere, ma Chiara che fa?
Porta avanti la gravidanza. E perché? Perché è persuasa che così vuole il
Signore. La bimba nasce, e muore dopo mezz’ora. “Giusto il tempo per il
battesimo”. Altrimenti come sarebbe volata in paradiso? Il secondo dono agli
sposi, il Signore lo avrebbe elargito qualche mese dopo. Nuova gravidanza, e
questa volta al feto mancano gli arti inferiori. E che importanza ha? Chiara
porta avanti la gravidanza, e il neonato muore pure lui dopo mezz’ora dalla
nascita. Ovviamente Chiara non si chiese se quei bambini desiderassero nascere
per poi morire magari anche più tardi, dopo settimane, o mesi, o anni di
sofferenza. Finalmente arriva il dono che non è una disgrazia, non è un errore
della natura: un bambino sano. Ma durante la gravidanza a Chiara arriva un
tumore sulla lingua. Scelta del Signore. Preso in tempo, potrebbe forse essere
sconfitto, ma lei rimanda le cure, per non nuocere al feto, e il tumore va in
metastasi. Atto eroico che lei fa perché è persuasa che così vuole il Signore.
Andò anche a Medjugorje, la povera Chiara, per chiedere alla Vergine Maria la
guarigione. Ma la Vergine Maria non volle andare contro la volontà del Figlio, e
non gliela fece la grazia. Però Chiara dal cielo sembra già aver fatto un
miracolo alla mamma di un bambino operato di tumore al cervello. Non tutto il
male viene per nuocere. Il settimanale Credere informa: “Bastano i dati del sito
ufficiale per documentare come stia crescendo la fama di
santità di Chiara Corbello... Quando si dice che la fede autentica è
contagiosa”. Una storia fuorviante, che ovviamente non può non suscitare una
gran pena. Viene fatto di chiedersi: sarebbe stato giusto disilludere Chiara,
oppure fu giusto lasciarla morire felice, prigioniera della sua
illusione?
Renato
Pierri
Tuesday, July 17, 2018
Il piacere d’essere citati in un libro sconosciuto
Il piacere d’essere citati in un libro
sconosciuto
«La biografia di Gemma Galgani è reperibile su Wikipedia ed è
evidentemente stata stilata da “devoti” che ne esaltano le virtù mistiche,
mentre invece sarebbe utile leggere il libro di Renato Pierri “La sposa di Gesù
crocifisso”, che ne fornisce un’altra versione, più aderente alla realtà».
Seguono diverse righe del mio libro su Gemma Galgani. A citarmi nel libro “La
possessione diabolica” (Edizioni Passerino), è Giulio Perrotta. Sconosciuto
l’autore, almeno a me, e sconosciuto, almeno a me, l’editore digitale, ma per un
autore pure sconosciuto come me, vedersi citare, sebbene da uno sconosciuto, fa
sempre piacere. Significa che non sono del tutto sconosciuto. E come ho
conosciuto autore sconosciuto e libro sconosciuto ? Grazie a Google, altrimenti
chi avrebbe mai scoperto che un autore sconosciuto mi citava in un suo libro
sconosciuto? Un autore conosciuto, invece, molto conosciuto, mi citò una volta
in un suo libro conosciuto. Riportò un mio sconosciuto pensiero, ma per
sconosciuti motivi non fece il mio nome. Mi chiamò “un signore”. E va bene, per
fortuna non gli venne in mente di scrivere “uno sconosciuto signore”.
Renato Pierri
Friday, July 13, 2018
Cristiano Ronaldo e i discorsi incoerenti di Mario Adinolfi
Cristiano Ronaldo e i discorsi incoerenti di Mario Adinolfi
Su Agi del 12 luglio il prete e scrittore Mauro
Leonardi, scrive: «Ha destato
sorpresa che Mario Adinolfi, a quanto pare juventino sfegatato, si sia detto
felice dell’arrivo di Cristiano Ronaldo nonostante abbia avuto due (o forse tre)
figli attraverso la gestazione per altri... Alle proteste della gente del Pdf
rispetto al loro Presidente... Adinolfi si vede costretto, dapprima a un lapidario
“scindiamo per favore, scindiamo” e poi successivamente a un discorso che
argomenta così: “sarebbe come smettere di ammirare Caravaggio perché era un
assassino o di ascoltare gli U2 perché ora sono gay friendly. Scindiamo,
scindiamo. La mia scrittrice preferita è una lesbica (Marguerite Yourcenar) e il
mio attore preferito è un gay (Jim Parsons). Tra gli artisti che ammiro ci sono
drogati e assassini. Poi resto contro l’omicidio, il consumo di droghe e l’utero
in affitto. Scindiamo, scindiamo…” tornando nei giorni successivi sullo stesso
argomento con altri post ribadendo lo stesso concetto. Che, mi affretto a
sottolineare, io condivido assolutamente».
A mio parere, invece, il discorso di
Adinolfi non è da condividersi per niente. Mi sembra semplicemente un
arrampicarsi sugli specchi per non ammettere l’incoerenza. E’ vero che l’opera
d’arte di un assassino può essere apprezzata e ammirata, ma questo non implica
che io debba rallegrarmi se l'assassino è invitato a dipingere a casa mia. Se io
giudico Cristiano Ronaldo un grande peccatore, non posso rallegrarmi che venga a
giocare nelle squadra del mio cuore, a contatto con i giocatori del mio cuore.
Per quanto sia bravo come calciatore, come faccio a battergli le mani mentre lo
giudico grande peccatore? La convenienza. Solo la convenienza può spingermi a
rallegrarmi che un assassinio venga a dipingere a casa mia. Cristiano Ronaldo
porta vantaggio alla squadra amata da Adinolfi, e questo ha fatto sì che
Adinolfi dimenticasse il suo giudizio negativo sulla persona.
Più avanti Mauro Leonardi scrive: «Un torturatore
delle SS o un mafioso o un rapinatore di banche non possono arrivare a Dio
attraverso il loro lavoro perché quel “lavoro” è in se stesso immorale. Invece
un pizzaiolo, un calciatore, un dirigente d’impresa, un operatore ecologico,
persone cioè che svolgono una professione con un oggetto in se stesso buono se
svolgono quel lavoro in maniera eticamente corretta, sono sulla “strada della
santità” cioè si “avvicinano a Dio” partendo ciascuno dal punto dove si trova.
Non ha nessuna importanza, rispetto alla pizza, o a un quadro, o a un rigore ben
tirato, che l’autore sia musulmano, omosessuale o cattolico praticante sposato
in Chiesa ».
Ovvio. Ma se il pizzaiolo svolge il suo lavoro in
maniera eticamente corretta, e poi va a casa e riempie di botte moglie e figli,
come può essere “sulla strada della santità”? E come posso rallegrarmi se viene
a fare le pizze più buone del mondo in un negozio nella mia strada? Io non le
compro le sue pizze. E’ ovvio che “non ha nessuna importanza, rispetto alla
pizza, o a un quadro, o a un rigore ben tirato, che l’autore sia musulmano,
omosessuale o cattolico praticante sposato in Chiesa”, ma ha grandissima
importanza, rispetto alla mia posizione nei suoi riguardi, se l’autore è un pessimo soggetto, se è un
mascalzone.
Detto questo, non ritengo assolutamente che Cristiano
Ronaldo sia un peccatore e sono contento che venga a giocare in Italia, anche se
la mia squadra preferita è la Roma.
Renato Pierri
Tuesday, July 10, 2018
Mauro Corona, lei deve assaggiare i miei peperoni fritti
Mauro Corona, lei deve assaggiare i miei peperoni
fritti
“Non ho il gusto del cibo, mangio
carne, riso integrale quando ne sento il bisogno” sono le parole, ad un dipresso
giacché cito a memoria, dello scrittore e scultore Mauro Corona durante una
trasmissione televisiva. E come si fa, come si fa a non avere il gusto del cibo,
del cibo divino, come lo definiva il mistico indiano Osho? “Assaporare il cibo,
annusarlo, masticarlo e digerirlo come se fosse una cosa divina; queste sono
grandi arti. E’ davvero qualcosa di divino: è un dono di Dio. Gli hindu
dicono:«Anam
Brahma», il cibo è divino. Per questo mangiano con profondo
rispetto. Inoltre, mentre mangiano, si dimenticano di ogni altra cosa, perché
mangiare è una preghiera esistenziale”. Magari per Mauro Corona la preghiera
esistenziale sarà scalare le sue montagne, ma come si fa, come si fa a non avere
il gusto del cibo divino? Adesso che è arrivata l’estate, la mia estate,
l’estate delle cicale, come si fa a rinunciare al sapore divino di peperoni
rossi e gialli fritti a fettine in padella? Adesso che è arrivata l’estate, e
gli alberi profumati si sono del tutto vestiti, e tante belle donne profumate
quasi del tutto svestite, come si fa a rinunciare al sapore di peperoni rossi e
gialli con capperi e acciughe e aglio e olive nere di Gaeta e tanto basilico? La
montagne, sì, sono grandiose, meravigliose, divine, ma non si mangiano le
montagne, non si masticano. Mauro Corona, lei deve assaggiare i miei peperoni
fritti, e le verrà il gusto del cibo divino. Adesso che è arrivata l’estate,
l’estate delle mie cicale, dei pini profumati, delle dolcemente chiassose
cicale, come si fa a rinunciare al sapore divino di una parmigiana di melanzane?
Prima fritte, mi raccomando, se volete che il sapore sia divino. E i fiori di
zucca? I fiori di zucca con dentro pasta d'acciughe e intorno pastella d’acqua e
farina? Tutte le cose fritte sono divine. Quando Dio creò le cose buone da
friggere, pesci compresi, che poi non sono cose poveretti, sicuramente aveva già
in mente la padella.
E adesso che abbiamo finito di
gustare peperoni rossi e gialli e melanzane e fiori di zucca, come rinunciare al sapore divino del caffè? L’avete mai assaggiato con sopra un cucchiaino di crema alla
zabaione? Non ci crederete, ma l’altra mattina ho preso apposta la metro per
andare da Panella in via Merulana a gustare il sapore divino del caffè con sopra
la crema allo zabaione. Bella la tazzina, bello il cucchiaino, bella la
pennellata gialla sul nero caffè. “L’uomo rende l’atto del mangiare una grande
esperienza estetica”. Parole del mistico indiano.
Renato Pierri
Sunday, July 08, 2018
La stupidità, papa Francesco, non è la santità
La stupidità, papa Francesco, non è la santità
"Mi domandate di quella donna che vorrebbe lasciare il
marito perché la fa soffrire. Io dico: resti con lui e accetti la sofferenza.
Anche Gesù ha sofferto". E’ il messaggio del 29 agosto 1981, di una falsa
Madonna, che del sacrificio cristiano aveva capito poco, che del vangelo aveva
capito poco. Purtroppo, papa Francesco ha pronunciato un discorso suppergiù con
lo stesso significato: “Un’altra cosa che nella vita matrimoniale aiuta tanto è
la pazienza: saper aspettare. Aspettare. Ci sono nella vita situazioni di crisi
– crisi forti, crisi brutte – dove forse arrivano anche tempi di infedeltà.
Quando non si può risolvere il problema in quel momento, ci vuole quella
pazienza dell’amore che aspetta, che aspetta. Tante donne – perché questo è più
della donna che dell’uomo, ma anche l’uomo a volte lo fa – tante donne nel
silenzio hanno aspettato guardando da un’altra parte, aspettando che il marito
tornasse alla fedeltà. E questa è santità. La santità che perdona tutto, perché
ama”. Ora, non mi permetto di pensare che il papa non abbia capito il vangelo,
come la Signora di Medjugorje. Però è evidente che questo discorso è
sbagliatissimo. La stupidità, infatti, non può essere scambiata per santità. Ma
è ciò che ha fatto papa Francesco, ed è ciò che fa il prete e scrittore Mauro
Leonardi, quando scrive: «Le dichiarazioni
del Papa vanno però contestualizzate partendo dal vangelo. Quando Gesù dice “chi
può capire capisca” (Mt 19, 3-12) non si riferisce solo al celibato, come a
volte riduttivamente si intende, ma anche alla definitività del vincolo
matrimoniale. Vincolo che in astratto è per sempre e per tutti – se davvero ci
si è promessa l’indissolubilità al momento di sposarsi -, ma, in pratica, è
possibile solo se si percorre anche l’eroica strada del perdono nella quale non
si può rimanere senza Grazia di Dio... Fare finta di non vedere il tradimento
della moglie o del marito è tanto “pazzesco” quanto perdonare il nemico. Il
contesto quindi è quello della santità: capisco che chi non abbia deciso di
vivere all’insegna della radicalità cristiana non sia d’accordo col Papa. È
esattamente lo stesso ragionamento per cui “porgere l’altra guancia” è
follia» (Visto del 5 luglio 2018).
Dunque: la persona tradita, maltrattata, secondo
questi discorsi, dovrebbe rassegnarsi ed aspettare. E per quanto tempo dovrebbe
aspettare? Anche per tutta la vita? E quante volte dovrebbe far finta di niente?
Fare per tutta la vita un sacrificio non solo perfettamente inutile ma anche
diseducativo? E perché non ci si dovrebbe sottrarre, non ci si dovrebbe
allontanare dalla persona che tradisce, che maltratta? Per incoraggiarla a
continuare in un cattivo comportamento? Porgere l’altra guancia, significa non
reagire con la violenza. Ma sottrarsi a chi ti sta schiaffeggiando, fare in modo
di fermare chi ti sta schiaffeggiando, non solo è un diritto ma anche un dovere.
Porgere l’altra guancia a chi continua a schiaffeggiarti, non è pazzesco, è
semplicemente stupido. E che cosa c’entra il perdono? Si può perdonare, non
voler il male della persona che ti maltratta, ed essere fermi, allontanarsi,
sottrarsi ai maltrattamenti e ai tradimenti. Oppure il papa parlava della
“scappatella” permessa al marito birichino, giacché maschio? In realtà, parlava
di “crisi forti, crisi brutte”. E in caso di crisi forti e crisi brutte non si
può fingere di guardare da un’altra parte. E’ sciocco e diseducativo.
Renato Pierri
Saturday, July 07, 2018
Un italiano a Vienna che non sa cosa sia la morale
Un italiano a Vienna che non sa cosa sia la morale
Solo su Il Giornale, su Libero, oppure sul blog di Beppe
Severgnini, si possono leggere lettere maschiliste e, a mio parere, un po’
cretine come la seguente: “Ieri, complice una prima ondata di calura estiva, ho
avuto modo di costatare a qual grado di degenerazione la morale della nostra
civiltà occidentale sia oramai giunta. Fanciulle nel fiore degli anni esibivano
la moda della stagione: pantaloncini cortissimi (un tempo detti "hot
pants"), canottierine aderentissime che non lasciavano nulla
all'immaginazione...”. Più avanti l’autore continua a scherzare, ma
scherzando dice cose gravi e antipatiche: “Una vergogna, vi dico! Sono finito
contro un palo segnaletico; e per due volte quasi sotto un autobus. Spero che
il livello della morale occidentale si decida ad elevarsi nuovamente; o
perlomeno che ritorni presto il freddo. Saluti da una torrida Vienna”.
Ovviamente è un italiano che scrive. E non si comprende bene se la
degenerazione morale consista nel fatto “che uomini che avrebbero potuto esser
loro padri o, se sposati presto, nonni ne erano magneticamente attratti”,
oppure nel fatto che le jeunes filles en fleurs vestivano secondo la moda, vale
a dire come giustamente loro pareva e piaceva. Una cosa è certa: il
signore italiano a Vienna non sa bene che cosa sia la morale.
Renato Pierri
Thursday, July 05, 2018
Nutella: “Oooops! La pagina che stai cercando non esiste più!”.
Nutella: “Oooops! La pagina che stai
cercando non esiste più!”.
Come mai? Come mai una letterina innocente, che
riferisce cose vere, pubblicata nell’apposita rubrica dal settimanale Oggi, è
stata cancellata? Provate a cercare su Google: «La Nutella, tanto zucchero e olio di palma, poco cioccolato e
nocciole ...
www.oggi.it/.../la-nutella-tanto-zucchero-e-olio-di-palma-poco-cioccolato-e-nocciole/
5 giorni fa - di Carmelo Dini Ho perso l'entusiasmo
per la Nutella e... l'olio di palma “Sveglia l'entusiasmo che hai dentro a
colazione con Nutella...”».
Cliccate, e salterà fuori: “Oooops! La pagina che stai cercando non esiste più!”.
“Ho perso l'entusiasmo per la Nutella e... l'olio
di palma”, era il titolo originale. “La Nutella, tanto zucchero e
olio di palma, poco cioccolato e nocciole ...”, il titolo dato dalla redazione
di Oggi.
Ad ogni modo, se siete curiosi di leggere la
letterina cancellata dal settimane Oggi, la trovate su altri siti internet dove
non è arrivata la censura.
Carmelo Dini
La ricchezza secondo Gesù e secondo don Mauro Leonardi
La ricchezza secondo Gesù e secondo don Mauro Leonardi
Un articolo che farà piacere ai ricchi. Si sentiranno
più tranquilli dopo averlo letto. L’autore è don Mauro Leonardi. A pubblicarlo è
il settimanale Visto del 27 giugno. Comincia così: “Essere ricchi non è un male:
il punto è quale rapporto ho con i miei beni”. Può darsi che il prete abbia
ragione, però non sembra che Gesù la pensasse alla stessa maniera. Se essere
ricchi non è un male, perché Gesù raccomandò agli apostoli: “Non vi procurate
oro o argento per le vostre tasche”? Se essere ricchi non è un male, perché Gesù
disse: "Non vi affannate ad accumulare tesori sulla terra, dove tignola e
ruggine consumano..."?. Come mai? Perché disse: "Ma guai a voi che siete ricchi,
perché avete già la vostra consolazione..."?. L’obiezione è che Gesù parlava
della ricchezza ingiusta. E’ vero che Gesù parla anche della ricchezza
accumulata in maniera disonesta, ma non sembra faccia questa distinzione quando
dice: "E' più facile che una fune entri per la cruna di un ago, che un ricco nel
regno di Dio". Non parla del ricco disonesto, parla semplicemente del ricco.
Così quando dice: "Ma guai a voi che siete ricchi, perché avete già la vostra
consolazione...". Parla dei ricchi in genere, non dei ricchi disonesti. La
realtà è che non esiste ricchezza giusta fino a che esiste chi muore di fame. E’
la presenza di Lazzaro, l’esistenza di Lazzaro a rendere colpevole il ricco
epulone.
Don Mauro, però, più avanti precisa:
«Non si tratta di
“non avere” ma di essere. Essere liberi rispetto a ciò che si possiede, sapere
che anche ciò che abbiamo deve, nei modi che preferiamo, essere offerto a tutti
per il bene della società: lo dice anche la Costituzione che ci “ordina” di
contribuire, ciascuno in proporzione alle proprie capacità, al benessere
sociale, economico e culturale del Paese». Sì, ma “offerto
a tutti” come, praticamente? In quale misura? Poniamo il caso che il ricco
possieda cinque appartamenti: uno per sé, uno per il figlio, uno per il nipote,
uno per il pronipote, il quinto appartamento dovrà darlo a chi vive per strada,
stando al vangelo, oppure dovrà tenere per sé ben stretto pure quello? Zaccheo,
dopo che Il Signore è stato a casa sua, gli dice: “Do la metà dei miei beni ai
poveri, e se ho rubato qualcosa a qualcuno restituisco quattro volte tanto”. La
metà dei suoi beni.
Il precursore del Cristo, Giovanni Battista, alla
folla che lo interrogava su come dovesse comportarsi, rispose: «Chi ha due
tuniche ne dia una a chi non ne ha; e chi ha del cibo faccia lo stesso».
Significa che chi possiede due appartamenti, deve darne uno a chi vive per
strada.
Impossibile? Assurdo? Un danno per l’economia? Può
darsi. Però questo dice il vangelo. Don Mauro Leonardi dice un’altra cosa.
Renato Pierri
Sunday, July 01, 2018
Un articolo finito su Riparte Il Futuro – Osservatorio sulla corruzione
Un articolo finito su Riparte Il
Futuro – Osservatorio sulla corruzione
Partendo da Rufino da Aquileia (345 - 410), che
scriveva: "Nel concepimento, nella nascita e nell'allattamento di Gesù venne
rispettato ogni processo naturale, ad eccezione dell'atto passionale della
procreazione da parte dell'uomo e della lacerazione dell'utero al momento del
parto", e finendo con Paolo VI che nell’esortazione Signum Magnum
(13.5.1967) scriveva che Maria è “rimasta Vergine nel parto e dopo il parto,
come sempre ha creduto e professato la Chiesa Cattolica”, chiedevo in un
articolo per quali profondi motivi consci e inconsci, menti maschili si siano
messe seriamente a meditare, scrivere, discutere, nel corso dei secoli, sulla
verginità fisica di Maria. Non so se per avere incautamente menzionato l’imene,
se sia stata questa parola a scandalizzare qualcuno, certo è che l’articolo non
solo è stato censurato da un noto blog che pubblica regolarmente i miei scritti,
ma pubblicato dal sito Politicamentecorretto.com, è stato riportato con grande
mio stupore sul sito “Riparte il Futuro - Osservatorio sulla corruzione”. Che
cosa c’entra la corruzione?
Renato Pierri
