https://www.politicamentecorretto.com/2021/01/31/un-capo-dello-stato-non-puo-farci-arrossire/
Un Capo dello Stato non può farci arrossire
Qualcuno si meraviglia, ma non c'è da meravigliarsi. A me sembra
naturale che Matteo Salvini pensi a Silvio Berlusconi come ad un
buon presidente della Repubblica. Salvini non può capire che una
persona che fa battute volgari, non può ricoprire la massima
carica dello Stato, per il semplice motivo che le battute volgari,
soprattutto nei riguardi di donne, le fa anche lui.
Sono andato a rileggermi alcune delle numerosissime lettere che
scrissi sulle volgarità di Silvio Berlusconi. Ne trascrivo un
paio.
La prima la scrissi a seguito della battutaccia di Berlusconi su
Margaret Thatcher, la Lady di Ferro: "Se fosse stata una bella
gnocca, me la ricorderei". La seconda a seguito della barzelletta
su Rosy Bindi con bestemmia finale, nell'ottobre del 2010.
«"Pensa, prima di parlare": una canzone per il Cavaliere
Vorrei suggerire al cantante Fabrizio Moro, vincitore al festival
di Sanremo, per la sezione giovani, con la canzone "Pensa prima di
sparare", di dedicare la prossima canzone al nostro affascinante
Cavaliere, intitolandola magari: "Pensa prima di parlare". I versi
potrebbero accennare a gesti volgari, a trivialità, a linguaggio
da scaricatore del porto, e via di seguito; e potrebbero essere un
invito al senso della misura, al contegno, alla signorilità, alla
compostezza, al garbo, alla cavalleria, al fine di evitare brutte
figure al proprio paese, di far sì che tanti italiani non siano
costretti a pregare: "Di grazia, Cavaliere, non ci faccia più
arrossire!" (L’Unità 10 luglio 2007) ».
«"Corna, battute e barzellette. Berlusconi ha esagerato"
Credo di essere una bestia rara, un tipo da prendere in giro, una
mosca bianca, uno quasi da barzelletta. Nonostante abbia ad un di
presso la sua età, non sono riuscito a fare il callo a certe
volgarità e ridicolaggini, e così, cosa da non credere, ancora
arrossisco (nel vero senso del termine), ogni volta che il
presidente del Consiglio se n'esce con una delle sue. Corna in
pubblico, battute sulle donne da far concorrenza ad uno
scaricatore del porto, barzellette antiebraiche, ed ora anche una
bestemmia. Ed io che, pur essendo vissuto da piccolo in una città
dove le imprecazioni si sprecavano, non ho mai bestemmiato in vita
mia (i ragazzi a scuola non mi volevano credere), io che ho sempre
ripreso gli alunni quando li sentivo bestemmiare, come posso non
arrossire qualora l'autore dell'atto incivile sia un presidente
del Consiglio? E adesso, poiché so con certezza che il lupo perde
il pelo ma non il vizio, mi terrorizza il pensiero che un giorno
il Cavaliere possa essere eletto Presidente della Repubblica. Che
cosa potrà succedermi? Arderò? Creperò per autocombustione?
Diventerò uno dei misteriosi casi di SHC (Spontaneous Human
Combustion)? Ad ogni modo, è forse un peccato che perlomeno in
Italia io sia una rarità (Il Manifesto; Il Fatto Quotidiano 4
ottobre 2010)».
Renato Pierri