Saturday, August 26, 2006

Liberazione 18 maggio 2006; L’Unità 19 maggio 2006


Discriminazioni della Chiesa

A proposito di Pacs: ecco discriminazioni che Gesù non faceva

Gentile direttore, il Sir, l'agenzia dei settimanali cattolici, riguardo alle dichiarazioni di Bertinotti circa i Pacs, ha affermato: "I tentativi di dare un improprio e non necessario riconoscimento giuridico a forme di unione che sono radicalmente diverse dalla famiglia, oscurano il suo ruolo sociale e contribuiscono a destabilizzarla, con gravissimi costi sociali...". Ma perché? Costruire una casa aggiungendo ai mattoni altri materiali, significa forse andare a scapito dei mattoni e a scapito della casa? Non potrebbe essere il contrario?

La posizione della Chiesa riguardo al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, eterosessuali o omosessuali, in realtà si basa sull'assurdo concetto che queste coppie siano in peccato; per rendersene conto, basta dare un'occhiata al Catechismo; ma questo spesso sta al vangelo, come la legge sta alla giustizia. Non esiste un solo passo del vangelo che possa minimamente far pensare che i rapporti al di fuori del matrimonio (non l'adulterio, condannato da Gesù), oppure i rapporti omosessuali siano peccaminosi. La Chiesa fa discriminazioni che Gesù non faceva. In qualche modo, inconsapevolmente, è proprio la Chiesa a peccare!

Veronica Tussi

Friday, August 25, 2006

Il Tempo 18 agosto 2006; La Stampa 18 agosto

Donne sacerdoti. E' ora di cambiare
Sacerdozio femminile. Il Papa cambi idea

Gentile direttore, Benedetto XVI, nel discorso alle televisioni tedesche, ha detto: «Noi riteniamo che la nostra fede e la Costituzione del Collegio degli Apostoli…non ci permettano di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne». Con tutto il rispetto, vorrei far osservare al nostro venerato Papa Ratzinger, che le donne cristiane di oggi si sono un pochino emancipate rispetto alle donne della Palestina di duemila anni fa; ed inoltre le difficoltà che avrebbero dovuto incontrare allora gli apostoli, mandati come pecore in mezzo ai lupi (cf Mt 10,16), non sono quelle che devono di norma affrontare i sacerdoti oggi. Il Pontefice può essere quindi certo che Cristo "qui e ora", non farebbe distinzioni di sorta, e che se dovesse scegliere gli apostoli nel nostro tempo, non esiterebbe a nominare sei donne e sei uomini. Anzi, poiché le donne sono meno egoiste degli uomini, e più inclini al sacrificio, è probabile che sceglierebbe un numero minore di uomini. Una battuta: ovviamente l'apostolo traditore sarebbe maschio, considerato che gli uomini sono più inclini al tradimento ed alla violenza![1]

Veronica Tussi



[1] Il Tempo tagliava le ultime due frasi un po’ scherzose.

L’Unità 10 luglio 2006; Liberazione 11 luglio.
Questa Chiesa incomprensibile anche per il buon Dio
Se Gesù fosse stato a Valencia

Non vorrei essere blasfemo, però alle volte mi viene in mente che certi atteggiamenti della Chiesa siano incomprensibili persino per il buon Dio. Questa della famiglia sembra essere diventata una vera ossessione per la Chiesa. Fa all'infinito una grave affermazione e non si degna di convalidarla con argomenti altrettanto validi. Così a tutti è stranoto che secondo la Chiesa la stabilità della famiglia tradizionale può essere compromessa dal riconoscimento di famiglie di tipo diverso, e nessuno ne conosce la vera ragione, semplicemente perché questa ragione non esiste. E' un atteggiamento irritante oltre che incomprensibile. Per rendersi conto in genere degli errori della Chiesa, torna utile immaginare Cristo qui e ora. Bisogna chiedersi: Gesù oggi si comporterebbe come si comporta la Chiesa? Se a Valencia ci fosse stato Gesù, certamente, riguardo alla famiglia, avrebbe parlato d'amore e solo d'amore, perché questo è il cemento che la tiene salda e unita, e perché l'amore tra gli uomini era la preoccupazione costante del Signore; papa Ratzinger, riguardo alla famiglia, ha parlato di matrimonio, di educazione cristiana, di libertà dell'individuo, di ciò che è secondo natura, ecc., perché la sua preoccupazione costante è costituita dai Pacs. Ma l'unica insidia vera che può minare la stabilità della famiglia è la mancanza d'amore. Altre insidie non esistono. Si tranquillizzi il nostro caro Pontefice!
Renato Pierri

Thursday, August 24, 2006

Il Tempo 1 agosto 2006
Una cattolica. Embrione non è uomo

Gentile direttore, ho letto su "Il Tempo" di domenica, l'articolo di Riccardo Pedrizzi "Staminali, perde la vita, stravince l'ipocrisia". L'autore sembra persuaso che embrione e uomo siano la stessa cosa, e con disinvoltura usa espressioni come: "trasformare l'uomo in cavia"; "vivisezione dell'uomo". A me sembra che questa uguaglianza: embrione - uomo, non sia sostenibile, perlomeno da un punto di vista religioso. Come è scritto nell'ordine naturale stabilito da Dio che degli embrioni diventino bambini e poi adulti e poi anziani e muoiano infine di vecchiaia, così nello stesso ordine naturale dovrebbe rientrare l'eliminazione della maggior parte degli spermatozoi e delle uova, e della maggior parte degli embrioni (aborti spontanei); il che è anche avvalorato dal fatto che la Chiesa giustamente attribuisce al volere di Dio le leggi naturali che regolano la trasmissione della vita umana (cf Lettera enciclica Humanae vitae). Ma se Dio ha stabilito la necessaria eliminazione della maggior parte dei gameti e degli embrioni, e certamente non quella dei bambini e degli adulti (non necessaria e non naturale) significa che ha una diversa considerazione degli uni e degli altri. Significa che per il Creatore l'embrione non è persona, altrimenti non ne avrebbe stabilita l'eliminazione nei primi momenti della sua esistenza.
Veronica Tussi

Il Manifesto 1 agosto 2006; Liberazione 2 agosto; Il Tempo 3 agosto.
Il miracolo del sangue
Cana, le “confusioni” degli israeliani
Cana. Sangue invece di vino

A Cana, gentile direttore, avvenne il primo grande miracolo di Gesù: al pranzo di nozze venne a mancare il vino, simbolo della pienezza della Rivelazione, della pienezza della verità. Presso i profeti dell'Antico Testamento la mancanza del vino era considerata una grande disgrazia, che il popolo aveva meritato a causa della sua infedeltà all'Alleanza. I commensali avevano dunque necessità di vino, vale a dire di verità; la Madonna lo fece presente al Figlio, il quale disse ai servi: «Riempite le giare di acqua». Ed i servi le riempirono fino all’orlo, e l’acqua diventò vino. Oggi a Cana è avvenuto il miracolo del sangue. Gli Israeliani, bisognosi ancora di verità, hanno confuso col vino il sangue dei bimbi.
Francesca Ribeiro

Il Tempo 23 agosto 2006

Forza della preghiera. Contatto con Dio

Gentile direttore, giuste parole quelle di Benedetto XVI riguardo "ai pericoli di un'attività eccessiva", però vale forse la pena di soffermarsi sul seguito del discorso riguardo al primato della preghiera e della contemplazione, giacché si rischia di fare confusione. Anche Giovanni Paolo II, durante il Discorso alla Plenaria della Sacra Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari, il 7 marzo 1980, aveva detto: «La Chiesa manifesta al mondo la preminenza della contemplazione sull'azione, di quello che è eterno su quello che è temporale». E lo diceva a proposito della vita di clausura. Ma il primato della contemplazione non è relativo alla quantità del tempo, ma alla qualità. Non è la preminenza della inoperosità sulla operosità, dell'inerzia sull'attività. Così, è anche sbagliato esagerare nell'altro senso: dedicare troppo tempo alla contemplazione, e quindi alla inattività. Il Signore anche sentiva ogni tanto il bisogno di appartarsi, ma il vangelo è azione, è movimento. Gesù stesso era un uomo d'azione: la sua vita fu un cammino, ed invitò gli apostoli a fare altrettanto: «Andate per tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15). Quanto alla preghiera, è superfluo dire che essa non consiste nel dedicare ore alla ripetizione di paternoster ed avemarie; ogni pensiero del cristiano rivolto a Dio è preghiera, e quindi può avvenire continuamente, durante il lavoro e persino durante il divertimento.

Renato Pierri