Monday, February 26, 2018
Un libro contro i pregiudizi
omofobici
Alle volte mi viene il pensiero che abbiano
ragione coloro che credono nella metempsicosi o, per essere più preciso, nella
metemsomatosi. Sarò stato un omosessuale qualche secolo fa, finito nelle grinfie
degli inquisitori, torturato, bruciato vivo? Che cosa altrimenti mi avrebbe
potuto spingere, non essendo io omosessuale, a scrivere nell’arco di diciotto
anni, forse un centinaio tra lettere e articoli contro coloro che ancora oggi
nutrono perniciosi pregiudizi nei riguardi dell’omosessualità? La prima lettera
risale al 20 luglio del 2000. Uscì su La Stampa col titolo “Il groviglio degli atti «contro natura»”, titolo dato dal bravo scrittore,
giornalista Oreste del Buono, che rispose: “Gentile Renato Pierri,
la ringrazio per la collaborazione a chiarire un poco il groviglio di tesi circa
il tema in discussione. Davvero se ne sono dette tante. Persino troppe”. Quanto
tempo! E quanti cambiamenti, nel frattempo, nella società e persino nella Chiesa
riguardo alle persone omosessuali. Le lettere e gli articoli testimoniano in
qualche modo tale mutamento, verificatosi soprattutto negli ultimi anni grazie
anche a papa Francesco, grazie al suo “Chi sono io per giudicare?”. Ma i
pregiudizi sono duri a morire, soprattutto nei cattolici conservatori. E la mia
battaglia continua. Anzi, sapete che vi dico? Raccoglierò tutto in un libro,
lettere, articoli, discussioni con uomini della Chiesa, discussioni con Rocco
Buttiglione, discussioni con... Vedete? E’ l’omosessuale vissuto secoli addietro
che parla dentro di me, l’omosessuale torturato, bruciato vivo. Ci giurerei. Il
titolo del libro? Non ve lo dico. Lo rivelerò
all’editore.
Renato
Pierri
E' deceduto Renato Pierri... nel pianeta di Wikipedia
E' deceduto Renato Pierri... nel pianeta di Wikipedia
Nessuno mi ha fatto le condoglianze, però. Che disgrazia, ahimè, che disgrazia. Da dieci anni o forse più Renato Pierri viveva nel pianeta di Wikipedia. Il giorno 3 febbraio 2018 il Renato Pierri di Wikipedia è deceduto. Non nel senso che abbiano registrato la sua morte, nel senso che lo hanno proprio fatto sparire. Non esiste più. Motivo: non ha venduto abbastanza libri e le case editrici che li hanno pubblicati non sono abbastanza grandi. Queste le regole di Wikipedia. Del resto è anche giusto che l’abbiano eliminato. Renato Pierri è un autore scomodo. I suo libri non piacciono alla Chiesa, non piacciono ai devoti di Lourdes e di Fatima, non piacciono a coloro che gestiscono il gigantesco giro d’affari che gravita intorno ai due Santuari. Peccato giacché Renato Pierri è anche l’unico autore in Italia, che ha dimostrato alla luce del Vangelo, l’assoluta inconsistenza delle apparizioni di Lourdes e di Fatima. Peccato per coloro che lo cercheranno invano nel grande pianeta wikipediano. Pazienza. Nessuno mi ha fatto le condoglianze, però. Pazienza. Così va il mondo. A questo punto sarete curiosissimi di conoscere i titoli dei miei libri, vero? Non ve li dico. Prendetevela con Wikipedia che mi ha fatto fuori. Dite la verità, vi eravate preoccupati? Temevate fossi deceduto io? Ma no, ho intenzione di morire a cent’anni e un paio di mesi. Perché quel paio di mesi ancora? Ve lo dico un’altra volta.
Renato Pierri
Marocchini, violette e complimenti ad una certa età
Marocchini, violette e complimenti ad una certa età
“Un
bel marocchino”, ho detto alla cassiera del bar pasticceria dove mi reco spesso,
e lei, scherzando: “Un bel marocchino va bene per me, per lei ci vuole una bella
marocchina”. “Alla mia età – ho risposto – bisogna accontentarsi, mi basta il
bicchierino ricolmo di caffè, schiuma di latte e cacao, purché sia fatto ad
arte”. Sarà l’età che mi rende contento di piccole cose? Questa mattina ho
raccolto violette. Non è facile trovarne nei giardini, almeno nel quartiere dove
abito a Roma. Violette nascoste sotto le foglie. Ne ho fatto un mazzolino. Le ho
fotografate. Ho inviato la foto a mia figlia, che mi ha risposto così: “Che
bellezza! Ma sono violette?”. Ho inviato la foto ad una signora, che mi ha
risposto così: “Bellissime! Sono violette?”. Conosco bene le violette da quando
ero bambino. C’era pieno di violette a Carrara, sulle rive del ruscello che
scorreva a poca distanza dalla strada dove abitavo. Bastavano pochi passi per
uscire dalla città e trovarsi in campagna. Adesso al posto di quella campagna
che conoscevo, che amavo senza saperlo, ci sono strade e palazzi. Il ruscello è
scomparso. Ricordi. Sarà l’età che mi fa apprezzare piccole cose? Mi ha scritto
il mio ultimo editore per un bonifico a mio favore, giacché sono state vendute
27 copie del mio libro su Nostra Signora di Lourdes e 24 copie del mio libro su
Nostra signora di Fatima. Ovviamente non è la piccola somma che mi ha dato
soddisfazione, bensì il fatto che i miei religiosi libracci controcorrente, che
una volta sarebbero stati messi all’indice dalla Chiesa, si vendano ancora dopo
diversi anni dalla pubblicazione. E che dire dell’onestà e della correttezza del
piccolo editore? Piccole cose che fanno piacere. Sarà l’età?
Gli psicologi affermano che
una persona matura non ha bisogno dell’approvazione altrui, io non so se abbia
bisogno dell’approvazione altrui, però so con certezza che certi complimenti mi
fanno piacere. Viene il medico a casa, un noto cardiologo della Capitale. Non
per il mio cuore, ma per un po’ di tosse che non riesco a mandar via. Il mio
cuore, secondo il dottore, non è quello di un ultraottantenne, bensì di un
giovanotto. Meglio così, sempre che non faccia troppa resistenza quando sarà la
mia ora, ché non voglio mettermi a litigare con sora morte corporale.
Chiacchieriamo un po’, faccio un’autodiagnosi, attribuisco il disturbo al
reflusso esofageo, e forse per questo o per altro, non so, certo è che nel
momento in cui mi allontano per andare a bere in cucina, lui dice a mia moglie:
“Sono innamorato della sua intelligenza”. Scherziamo? Innamorato. Non l’ho
sentito, me lo ha riferito più tardi la mia consorte. E questo mi ha fatto
maggiormente piacere, che il complimento mi sia stato fatto nel momento in cui
non ero presente. Un altro complimento pure non rivoltomi direttamente: “Beh...
un mito! Del resto solo gli eretici e gli anarchici hanno la testa libera”. Da
mandarti in brodo di giuggiole. Sarà l’età?
Renato Pierri
Monday, February 19, 2018
Non è facile stabilire quali siano i dettami della legge naturale
Non è
facile stabilire quali siano i dettami della legge naturale
Trascrivo qualche riga da una lettera di don Piero
Vavassori, apparsa sul blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi:
“Caro don Mauro, con queste righe desidero farti avere alcune mie riflessioni
riguardo alle discussioni che ruotano intorno ai temi sulla famiglia e sulla
sessualità, che suscitano molto interesse e un confronto di idee e opinioni...
Sono temi delicati e difficili da giudicare. Se mi permetti l’approssimazione,
direi che la discussione ruota intorno alle opinioni e iniziative di alcune
persone, spesso sacerdoti, che desiderano includere nella Chiesa persone che
vivono situazioni che, con un certo grado di stabilità, non sono concordi con i
dettami della legge naturale (divorziati risposati, omosessuali, ecc.) e coloro
che vedono in alcune di queste iniziative una ferita ai permanenti valori difesi
e promossi dalla Chiesa”.
Il
sacerdote non spiega che cosa sia questa legge naturale che contrasterebbe con
la situazione di “divorziati risposati, omosessuali, ecc.”. Immagino si
riferisca ad una legge naturale che starebbe alla base della famiglia
tradizionale (madre, padre, figli). Ma siamo certi che questo tipo di famiglia
sia “naturale”? Alcune specie d’animali non formano “famiglie” costituite da una
coppia maschio, femmina e prole. E anche gli uomini in un tempo molto lontano
avevano una diversa organizzazione sociale. Non esisteva la famiglia costituita
da madre, padre e figli, giacché il padre ignorava d’essere il padre, ignorava
di avere un ruolo nella riproduzione. Leggasi in proposito il libro di Vittorio
Andreoli “L’educazione (Im)-possibile - Orientarsi in una società senza padri”,
ed. Mondadori, 2014.
Trascrivo da un articolo dell’antropologo Vincenzo
Matera: “Credo... che la famiglia composta da un uomo, una donna e i loro figli
sia solo una delle forme, molteplici, che ha assunto e che può assumere
l’istituzione matrimoniale. Non c’è quindi nulla di naturale in essa, tale da
farne la forma di famiglia per eccellenza, e tanto meno «la famiglia voluta da
Dio», rispetto a altre forme di unione”. E più avanti: “Nessuno mette in
discussione che per procreare ci vuole l’unione di un uomo e di una donna. E’ un
fatto biologico. Ma è altrettanto evidente che la famiglia, l’insieme di persone
che partecipano intimamente gli uni delle vite degli altri, è una costruzione
sociale culturalmente significativa che include, certo, le determinazioni
biologiche, ma si estende molto al di là della biologia, fino al punto in cui le
relazioni «extra nascita», non biologiche, diventano preponderanti rispetto a
quelle di procreazione”. E ancora: “Fra gli Igbo della Nigeria, in caso di
sterilità del marito, una donna è autorizzata a avere rapporti sessuali con un
altro uomo, e i figli procreati saranno legalmente figli del primo (il padre
sociale) e non del secondo (il padre biologico). Fra i Nuer del Sudan è
documentato il matrimonio con il fantasma, per cui, qualora un uomo muoia senza
figli oppure prima di sposarsi, un fratello o un cugino può sposarsi con una
donna in nome del defunto in modo che i figli siano legalmente figli del
defunto. Sempre fra i Nuer, esiste il matrimonio fra donne (privo di
connotazioni omosessuali): una donna sterile può contrarre matrimonio con
un’altra donna, sceglierle un amante e i figli nati da questa unione saranno
figli socialmente riconosciuti della donna-marito, membri del gruppo di
quest’ultima. Ci sono anche i fratelli della madre chiamati «madri maschi»
(Radcliffe-Brown) e le donne agiate Lovedu che cedono il loro bestiame per
acquistare «mogli» e diventare così «padri» dei loro figli. Ancora, i Karembola
del Madagascar considerano fratelli e sorelle la stessa cosa, e un uomo può così
rivendicare la maternità di un bambino. Come gli uomini possono essere madri, le
donne possono essere padri. Niente è impossibile nella parentela della
procreazione” (La ventisettesima ora – Corriere della Sera, “L’antropologo:
perché la famiglia naturale non esiste”, 26 gennaio 2016).
Non è
facile a questo punto stabilire quali siano “i dettami della legge naturale”.
Ma
ammesso che possano essere stabiliti, e ammesso che determinate situazioni
(divorziati risposati, omosessuali, ecc.) non concordino con essi, resta da
dimostrare che la discordanza sia necessariamente un
male.
Alcune righe ancora, invece, di don Piero Vavassori:
“Non ho difficoltà nell’affermare che le critiche rivolte a queste iniziative
siano talvolta dettate da un sincero desiderio di opporsi a qualcosa che ferisce
le verità morali inscritte nel cuore dell’uomo e insegnate dalla Chiesa”. Sul
fatto che certe verità siano insegnate dalla Chiesa non ci piove, sicuro come
una messa, diceva un mio amico. Ho seri dubbi, per contro, che siano inscritte
nel cuore dell’uomo.
Renato Pierri
Friday, February 16, 2018
Esseri fatti ad immagine e somiglianza di Satana
Esseri fatti ad immagine e somiglianza di Satana
Credo che l'autore biblico
non ci abbia detto tutta la verità sulla Creazione. Quando il diavolo vide il
Signore intento a creare le meraviglie che ci circondano, si adoperò per creare
le brutture che pure ci circondano. Il Signore creava le rose e lui, il drago
infernale, creava le spine; dal cielo scendevano nugoli di farfalle dalle ali
variopinte, e dagli inferi salivano cortei di scarafaggi fetidi e neri. Il
Signore creava gli uccelli e Satana gli rispondeva con schifosissimi topi. Con
vermi nauseanti Satana rispondeva alle eteree libellule. E quando il Signore
creò uomini a sua immagine a somiglianza, anche Satana creò esseri a sua
immagine e somiglianza. E per questo la terra è popolata da persone buone e
sante, e da persone crudelissime. Alcuni di questi esseri malvagi sono capaci di
tormentare per una vita intera persone deboli e innocenti, senza ucciderle. Non
le uccidono, solo perché ritengono non gli convenga. Altri uccidono. Uccidono
creature innocenti e magari le fanno anche a pezzi. Pamela Mastropietro ha
incontrato alcuni di questi essere fatti ad immagine e somiglianza di
Satana.
Renato Pierri
Thursday, February 15, 2018
Mangia solo latte e biscotti: l’ha ordinato il diavolo
Bella notizia per un Paese civile del terzo millennio:
« A Le
Iene show viene messo in luce il caso di una ragazzina di 13 anni che sarebbe
costretta a subire esorcismi a causa di alcune crisi che aveva iniziato a
lamentare in tenera età. La ragazzina, di nome Giada (di fantasia) viene portata
da un prete specializzato, Don Michele Barone, per ottenere una cura
“spirituale” per le sue crisi, anche se è evidente, secondo un parere di uno
psicologo interpellato dal programma, che il disagio sia psicologico e come
soprattutto necessiti di cure mediche. Come la ragazzina sia completamente
soggiogata, con il benestare dei genitori, appare evidente, e l’unica che cerca
di far ragionare Don Michele è la sorella, chiamata Arianna dal programma, mal
vista dalla famiglia e dallo stesso prete a causa della sua omosessualità.
Nonostante Arianna si sia rivolta alla polizia, l’ispettore di polizia alla
quale si è rivolta le ha detto di non denunciare ma di stare calma, in quanto
seguace di Don Michele. Anche il Vescovo ha invitato Arianna a ritirare la
denuncia... anche la madre di Arianna ha ammesso come durante l’esorcismo Giada
sia stata vittima di violenze da parte del prete... e nessuno ancora è
intervenuto (tratto da Il Sussidiario.net).
E perché non interviene la magistratura? E perché non
interviene Papa Francesco? Don Michele Barone, sacerdote di Casapesenna
(Caserta) per me è una vecchia conoscenza, come si può evincere dalla lettera
che trascrivo: «“Renato Pierri risponde a Paolo
Margari titolare del sito Reset Italia”. Gentile Paolo Margari, mi dispiace averle creato
problemi, con il mio articolo. Ho detto cose verissime: don Michele Barone ha
attribuito a Dio azioni che, se attribuite ad un uomo, sarebbero oltremodo
offensive. Quindi blasfeme nei riguardi di Dio. Ha affermato che Dio consente
“disastri come la spaventosa alluvione in Sardegna” (cito dall’articolo su
“Miracoli”), “affinché purifichiamo le nostre coscienze”. Giudichi lei se non
sono discorsi sciocchi (corbellerie, come ho scritto) e offensivi (blasfemi,
come ho scritto) verso Dio. La verità dà fastidio e comprendo la reazione
esagerata di don Michele» (Apocalisse Laica 15 dicembre
2013).
Il bravo sacerdote ha dichiarato durante la trasmissione
che la bambina si nutre solo di latte e biscotti, perché così ordinano i diavoli
che ha in corpo.
Ripeto le domande: perché non interviene la
Magistratura? E perché non interviene Papa Francesco?
Renato Pierri
Monday, February 12, 2018
E’ cosa buona per l’omosessuale non avere contatti con omosessuale
E’ cosa buona per l’omosessuale non avere contatti con omosessuale
“Riguardo poi alle cose di cui mi avete scritto: è cosa
buona per l’uomo non avere contatti con donna, tuttavia, a motivo delle
impudicizie, ciascuno abbia la sua moglie, e ogni donna il suo marito” (1 Co 7,
1). Mi è tornato alla mente questo passo di san Paolo, riflettendo sull’articolo
di padre Pino Piva su Avvenire del giorno 11 febbraio. Il titolo: “Fedeltà e
amore di Dio: ecco la verità sul ritiro per gli omosessuali”. Però san Paolo,
sebbene dicesse cose non giuste, parlava chiaro. Padre Pino Piva un po’ meno.
Prima scrive: “Alla base di tutto questo clamore
mediatico, c’è stato un fraintendimento preventivo”. E poi: “L’argomento del
ritiro era sì la fedeltà, ma non tanto quella “tra coppie omosessuali”, innanzi
tutto quella che Dio esprime con il suo amore verso tutte le creature,
specialmente quelle più fragili e bisognose di aiuto”. “Non tanto... ma innanzi
tutto”. Che significa? Che l’argomento era anche la fedeltà tra coppie
omosessuali, sebbene l’intenzione fosse di dare maggiore spazio all’argomento
della fedeltà “che Dio esprime con il suo amore verso tutte le creature”. Allora
il fraintendimento al più era solo parziale.
In realtà, le dichiarazioni
di don Gianluca Carrega non davano luogo a fraintendimenti, erano chiarissime:
«La legge può anche non prevedere l’obbligo di fedeltà, ma riflettendo
sull’affettività dei gay, possiamo dire che ciascuno merita un amore esclusivo,
unico. La legge può decidere quali siano i requisiti minimi, ma noi vogliamo
parlare di qualità del rapporto» (La Stampa 3 febbraio). E ancora: «Come dice il
vescovo di Nanterre, Gérard Daucourt, alcuni dei gay che decidono di vivere in
coppia vi trovano una maggiore serenità e cercano di restare fedeli. E noi
dobbiamo valorizzare ciò che di bello c’è nella loro vita».
Forse don Gianluca aveva un’intenzione e padre Pino Riva
ne aveva un’altra? Scrive, padre Riva: “L’esperienza dell’amore fedele di Dio, è
un modo per mettere ordine nelle relazioni dis-ordinate: omosessuali o
eterosessuali, amicali o familiari”. E come si metterebbe ordine nelle relazioni
omosessuali, se non rinunciando alle stesse, e abbracciando la castità per tutta
la vita? In conclusione: “E’ cosa buona per l’omosessuale non avere contatti omosessuale, tuttavia, se non gli riesce, meglio vivere in coppia ed essere
fedele”. Oppure: “Omosessuali, se non sapete contenervi, meglio sposarsi che
ardere!”
Ma perché questi tentennamenti, queste contraddizioni,
questo fare un passo avanti e due indietro? Semplicemente perché la ragione,
inesorabile, dice a tanti uomini della Chiesa che nell’amore tra persone
omosessuali non c’è niente di male, e la dottrina dice loro il contrario. Manca
il coraggio di dire chiaramente che la dottrina è sbagliata. Ma credo sia
questione di tempo.
Renato Pierri
Thursday, February 08, 2018
Corsi di fedeltà per coppie gay: che male c’è?
Corsi di fedeltà per coppie gay: che male
c’è?
Sono andato a letto ieri sera un po’ triste dopo aver
ascoltato la puntata de “La grande storia” su Rai3, dedicata alle Foibe, alle
migliaia di vittime fatte precipitare nelle cavità carsiche del Friuli Venezia
Giulia e anche alle centinaia di migliaia di italiani costretti a lasciare le
loro case in Istria, a Fiume e in tutta la Dalmazia. Nelle foibe furono gettate
persone morte assieme a persone vive.
Questa mattina, leggendo un articolo di Costanza
Miriano, sul blog “Come Gesù”, stavo pensando a come possa mancare in certe
persone il senso della misura, delle proporzioni. Non si distingue ciò che è
veramente un male, un male grave, gravissimo: pianificare torture e uccisioni,
arrecare sofferenze enormi, indicibili, a uomini, donne, bambini, da ciò che non
arreca danno a nessuno e quindi non può essere messo sullo stesso piano, non può
nella maniera più assoluta essere considerato un male
grave.
La religiosa signora autrice del pezzo, se la prende con
un sacerdote macchiatosi della colpa grave di voler tenere dei corsi di fedeltà
per coppie omosessuali. E per questo, al prete, ne dice di tutti i colori.
Cristiani colori: “Forse lei non è abbastanza credibile, come sacerdote. Forse
non profuma di Cristo... Finché non cambia il Catechismo, lei deve obbedire.
Oppure lasci il sacerdozio. Il Magistero della Chiesa non è roba sua e non può
farne quello che vuole... E da parte di un sacerdote missionario santo che sta
dall’altra parte dell’Oceano, le devo recapitare questo messaggio. Lei è uno
zitellone. Lei non è innamorato di Cristo. Il suo cuore non è pieno di Lui. È
per questo che si cerca le amanti: la teologia, le sue idee, la fama, lo stare
sui giornali, non so, non la conosco abbastanza. Il punto è che al centro del
suo cuore non c’è Cristo”.
Si è sfogata perbenino, la signora, come se il sacerdote
avesse manifestato l’intenzione di ammazzare qualcuno, o avesse ammazzato
qualcuno. La religiosa signora non ha il senso della
misura.
Non so se valga la pena di commentare altre due righe
dell’articolo. La signora scrive al sacerdote: “Mi chiedo se il suo Vescovo,
monsignor Cesare Nosiglia, lo sa. Lo sa che lei invita queste coppie ad avere
rapporti sessuali stabili e continuativi e necessariamente sempre chiusi alla
vita, contrari a tutto quello che Dio ha pensato nel suo disegno di amore per
l’uomo?”.
“Necessariamente chiusi
alla vita”. Per l’appunto. Giacché le persone omosessuali non hanno la
possibilità di avere rapporti aperti alla vita, in che modo andrebbero contro il
disegno di Dio? Il ragionamento potrebbe avere una sua logica solo se riferito a
coppie eterosessuali che, avendo la possibilità di procreare, si unissero
ricorrendo a contraccettivi. L’unione di una coppia eterosessuale la cui donna
non è più in età fertile, necessariamente è chiusa alla vita, ma non per questo
si può affermare che va contro il piano di Dio. Tanto meno si può affermare per
una coppia omosessuale. L’amore tra persone omosessuali non ha niente da
spartire con la procreazione. Non c’entra un bel nulla.
A ben riflettere, poi, sarebbe anche giusto che la
Chiesa invitasse le coppie omosessuali alla fedeltà, considerato che considera
grave peccato l’unione carnale al di fuori del matrimonio.
Renato Pierri
Il Signore della Genesi e la gestazione per altri
Il Signore della Genesi e la gestazione per altri
Nel mese di luglio del 2015, in un articolo sul blog “Come Gesù”
del prete e scrittore Mauro Leonardi, scrivevo tra l’altro: “L’amore che spinge
una coppia eterosessuale a volere un figlio, riferito ad una coppia
omosessuale, si chiama egoismo. Il desiderio di paternità di un uomo sposato
con una donna, riferito ad un uomo omosessuale, si chiama voglia, voglia di
togliersi un capriccio, uno sfizio. E i bambini? I bambini degli omosessuali
non sono più un grazioso dono del Signore, sono un prodotto. Sembra che il
Signore non abbia niente da spartire con la nascita dei figli delle coppie
omosessuali. Le donne che prestano il proprio grembo, sempre per
cristiana obiettività, si chiamano mucche da riproduzione, anche se
magari hanno avuto una sola volta questa esperienza e magari hanno offerto
l’utero per generosità (può succedere) e non per interesse”.
Adesso il desiderio di paternità riferito a tutti, eterosessuali e
omosessuali, sullo stesso blog è stato definito “delirio di onnipotenza”
qualora si decida di “non rispettare l'ordine naturale pur di soddisfarlo (vedi
dal Libro della Genesi)”.
Nella Genesi, oltre a: “Per questo l’uomo abbandona suo padre e
sua madre e si attacca alla sua donna e i due diventano una sola carne” (Gn
2,24), al cap. 16 si legge: “Sarai la moglie di Abram, non gli aveva dato
figli, ma aveva una schiava egiziana di nome Agar, Sarai disse ad Abram: «Ecco,
il Signore mi ha impedito di partorire; deh! accostati alla mia schiava; forse da
lei potrò avere figli». Abram, ascoltò la voce di Sarai. Egli si accostò ad
Agar che restò incinta”. E in Genesi 30: “Rachele vide che non poteva partorire
figliuoli a Giacobbe. Allora Rachele... disse a Giacobbe: «Dammi dei
figli, se no muoio!». Giacobbe s’irritò contro Rachele e disse: «Son forse io al
posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del ventre?». Allora essa
disse: «Ecco la mia serva Bila; accostati a lei così ch’essa partorisca
sulle mie ginocchia ed anch’io abbia una figliolanza per mezzo di essa». Così gli diede come moglie la
propria schiava e Giacobbe si accostò a lei. Bila concepì e partorì a Giacobbe
un figlio”. E che fece Lia, la sorella maggiore di Rachele, quando smise
d'avere figli? Ecco: “Prese Zippa, la propria schiava, e la diede in moglie a
Giacobbe”. E Giacobbe, che non resisteva davanti alla bellezza delle schiave,
che fece? Si accostò pure a lei ovviamente, si accostò, si accostò, ed essa
concepì.
Storie di donne benedette da Dio, che mettevano a disposizione di
altri il proprio utero, ma anche un’altra preziosa parte del corpo.
Ora, ammesso che “sovvertire l’ordine naturale”, sia atto tremendo
come uccidere, violentare, torturare, peccato gravissimo come, non so,
sciogliere un bambino nell’acido, in che misura una coppia omosessuale che
ricorre alla gestazione per altri sovverte l’ordine naturale? Riguardo alla
procreazione segue il precetto divino di essere fecondi e moltiplicarsi, quindi
l’ordine lo sovvertirebbe solo riguardo al modo di procreare.
Il Signore della Genesi,
però, sembra tenere molto alla procreazione, non al modo di procreare. Infatti,
negli episodi citati mostra grande soddisfazione per l’utilizzo delle schiave
allo scopo di procreare. Rachele dice: «Dio ha giudicato in mio favore ed
ha pure ascoltato la mia voce dandomi un figlio». E un angelo del Signore alla
schiava Agar: «Moltiplicherò assai la tua discendenza e non la si potrà contare
a causa della sua moltitudine».
Non sarà altrettanto soddisfatto del modo di procreare delle
coppie omosessuali?
Renato Pierri
Thursday, February 01, 2018
Wikipedia censura Renato Pierri
Italialaica
28 gennaio
2018
Wikipedia censura Renato Pierri
Stanno cercando di cancellare la voce Renato Pierri da Wikipedia.
Ma è Renato Pierri che dà fastidio, oppure i suoi libri? In un primo momento
avevo pensato ai dispettucci di qualche cattolico conservatore che ha tempo da
perdere, ma temo si tratti di ben altro dopo aver letto il pretesto per la
cancellazione: “Opere edite con editori minori e poco diffuse”. Wikipedia,
quindi, bada se è maggiore o minore l’editore, e se è maggiore o minore la diffusione
delle opere. Criterio encomiabile. Ma siamo certi che non si tratti appunto di
un pretesto? Non sarò per caso andato a toccare gli interessi enormi che
gravitano intorno ai grandi santuari? Intanto la censura ha già provveduto alla
cancellazione dei titoli dei miei libri nelle pagine dedicate rispettivamente a
Gemma Galgani, Signora di Lourdes, e Signora di Fatima. Ed eccoli i
titoli censurati: “La sposa di Gesù crocifisso. Il calvario di Gemma Galgani,
condannata alla santità in nome di un falso Dio” (Kaos Edizioni 2001); “Il
quarto segreto di Fatima. La Madonna antievangelica e anticomunista inventata
dalla Chiesa (Kaos Edizioni); “Nostra Signora di Lourdes. La Madonna che non
conosceva il Vangelo” (Mind Edizioni); “Nostra Signora di Fatima. La Madonna di
un falso cristianesimo” (Mind Edizioni). Chi volesse trovarli su Wikipedia li
cercherà invano. E forse tra qualche giorno cercherà invano anche il nome del
sottoscritto. Pazienza.
Renato Pierri
