Saturday, November 20, 2021

L'incapacità dei vescovi di mettersi nei panni altrui

 L'incapacità dei vescovi di mettersi nei panni altrui

"Non sono mancate, tuttavia, manifestazioni di egoismo, indifferenza e irresponsabilità, caratterizzate spesso da una malintesa affermazione di libertà e da una distorta concezione dei diritti... in altri casi, però, tali comportamenti e discorsi hanno espresso una visione della persona umana e dei rapporti sociali assai lontana dal Vangelo".

Parole contenute nel messaggio della Cei per la 44ma Giornata nazionale per la vita. Parole riferite alle persone che non intendono vaccinarsi. E si ha l'impressione che i vescovi strumentalizzino il Vangelo, giacché ad essere in contrasto con la predicazione del Cristo, sono coloro che, ricorrendo a ricatti, vogliono imporre agli altri la propria volontà.

Più avanti, riguardo al referendun per una legge sull'eutanasia, troviamo altre righe che lasciano il tempo che trovano: "La prospettiva di un referendum per depenalizzare l’omicidio del consenziente vanno nella medesima direzione... è necessario ribadire che non vi è espressione di compassione nell’aiutare a morire... Chi soffre va accompagnato e aiutato a ritrovare ragioni di vita... ". "Omicidio del consenziente", è una contraddizione in termini. Di norma per omicidio s'intende l'uccisione di una persona contro la sua volontà. "Aiutare a morire" è l'espressione giusta. Ma a parte ciò, le parole dei vescovi dimostrano ancora una volta l'incapacità di mettersi nei panni degli altri. Andate a dire a chi viene a trovarsi nelle condizioni in cui venne a trovarsi Fabiano Antoniani, che chi soffre "va accompagnato e aiutato a ritrovare ragioni di vita". Certe parole suonano vuote, prive di senso, se non addirittura come una beffa.

Renato Pierri.


Friday, November 12, 2021

Embrioni e feti santi martiri. Idea strampalata

 Embrioni e feti santi martiri. Idea strampalata

«Desideriamo sollecitare la Chiesa ad aprire un processo canonico per il riconoscimento del martirio dei bambini uccisi dall’aborto». Così, a "La Nuova Bussola Quotidiana", Giovanni Antonucci, fondatore dell’Associazione per la postulazione della causa dei bimbi non nati martiri, fatta da laici e sacerdoti. Il titolo che il giornale dà all'intervista: "I bambini abortiti sono martiri? L’ipotesi si fa strada". Be', si farebbe strada un'ipote assurda, strampalata. Come possono embrioni e feti essere definiti martiri? Trascrivo dal Treccani: "Nel cristianesimo primitivo, parola che designò in un primo tempo gli apostoli, cioè i testimoni qualificati della vita e della resurrezione di Cristo; successivamente fu riferita a tutti coloro che attestavano la verità del cristianesimo, dando prova, in circostanze pericolose, di fede incrollabile; in periodi di persecuzione l’appellativo finì per essere riservato a coloro che sigillavano col sacrificio della vita la confessione della loro fede".

Parlare di persecuzione nei riguardi degli embrioni e dei feti non ha senso alcuno, giacché da parte della donna che abortisce non c'è mai rancore verso il prodotto del concepimento. Nessuno odia gli embrioni. E' l'errore grave che commise Giovanni Paolo II, quando nell'enciclica “Evangelium vitae”, paragonò l'aborto al delitto di Caino.

Ad ogni modo, può anche essere che l'ipotesi sconcertante si faccia strada. Basta persuadersi che una guarigione inspiegabile sia avvenuta dopo avere pregato un feto o un embrione. Non è difficile. Ma la cosa più assurda in questa faccenda è che mentre un uomo santo si può distinguere da un uomo non santo, è impossibile distinguere un embrione santo da un embrione non santo. Bisognerebbe affidarsi ai miracoli dal cielo, ma perché mai un embrione dovrebbe far miracoli e un altro non dovrebbe farli? Come fa un embrione ad essere più santo di un altro? Cose 'e pazze!

Renato Pierri


Friday, November 05, 2021

Vaccino. L'obbligo è sempre ingiusto

 

Vaccino. L'obbligo è sempre ingiusto
Una persona può vaccinarsi e non ammalarsi di Covid; può vaccinarsi ed ammalarsi di Covid, ma non gravemente; può vaccinarsi e, sebbene raramente, può stare molto male a causa della vaccinazione; può vaccinarsi e, sebbene molto raramente, può morire a causa della vaccinazione.
Ora, io credo che anche un alunno di scuola media capisca che imporre ad una persona di correre il rischio, anche se remoto, di stare molto male, o il rischio, anche se remotissimo, di morire, sia oltre che illegale anche profondamente immorale. Ma è per il bene della società, obietta qualcuno. Ammesso che lo sia, il fine non giustifica il mezzo. L'imposizione di correre il rischio, resta azione immorale. Imporre il vaccino, appellandosi al fatto che i benefici siano superiori ai rischi, è moralmente ingiusto.

Renato Pierri