Thursday, August 29, 2019

Passi del Vangelo imbarazzanti per la Chiesa


Passi del Vangelo imbarazzanti per la Chiesa
 “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano” (Mt 6, 19 – 20).
“Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona” (Lc 16,13).
“Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento” (Mt 10, 9 – 10).
“Gesù a lui: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e così avrai un tesoro in cielo: poi vieni e seguimi»” (Mt 19,21).
“E chiunque ha lasciato case o fratelli o sorelle o padre o madre o moglie o figli o campi per il mio nome, riceverà il centuplo ed erediterà la vita eterna” (Mt 19, 29).
Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati” (Lc 6, 20 – 21). Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame” (6, 24 – 25).
 La chiesa dei primi tempi, avendo forse fresco il ricordo di Gesù, tenne nella giusta considerazione questa parte rilevante della sua predicazione. Negli Atti degli Apostoli, infatti, si legge:  "La moltitudine di coloro che avevano abbracciato la fede aveva un cuore ed un'anima sola. Non v'era nessuno che ritenesse cosa propria alcunché di ciò che possedeva, ma tutto era fra loro comune" (Atti degli Apostoli, 4, 32 ).
Poi, a poco poco, col passare dei secoli, la Chiesa ha dato sempre minore importanza a questi passi del Vangelo. La Chiesa ha accumulato tesori sulla terra, non temendo tignola e ruggine o ladri che scassinano e rubano. La Chiesa non ci tiene alla perfezione e quindi non vende quello che ha per darlo ai poveri. Molti uomini della Chiesa hanno lasciato fratelli e sorelle e padre e madre, ma si sono guardati bene dal lasciare case e campi o altri beni.
Per molti uomini della Chiesa è diventata oltremodo imbarazzante la risposta che il precursore del Cristo diede alla folla: “Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha; e chi ha del cibo faccia lo stesso” (Lc 3,11). 
E’ quindi molto probabile che attualmente molti uomini all’interno della Chiesa ed ovviamente all’esterno della Chiesa, desiderino fortemente che la Chiesa continui ad ignorare una parte così rilevante e importante della predicazione di Gesù.
E’ molto probabile che rispondano a verità le parole di padre Arturo Sosa, preposito Generale della Compagnia di Gesù: "Ci sono persone, sia all'interno che all'esterno della Chiesa, che vorrebbero che Papa Francesco desse le dimissioni, ma il pontefice non lo farà. Credo che la strategia finale di questi settori non sia tanto quella di costringere Papa Francesco a lasciare, quanto di incidere sull'elezione del prossimo pontefice, creando le condizioni affinché il prossimo Papa non continui ad approfondire il cammino che Francesco ha invece indicato e intrapreso".
Renato Pierri






Monday, August 26, 2019

Ignazio Okamoto ed un breve racconto di Renato Pierri

Ignazio Okamoto ed un breve racconto di Renato Pierri
La Notizia: «Morto dopo 31 anni di coma in stato vegetativo: la storia e la sofferenza di Ignazio Okamoto e di quei genitori che per il loro “Cito” hanno fatto di tutto... L’incredibile e sofferta esistenza di “Cito”, nome con cui era chiamato Ignazio Okamoto, è giunta alla sua ultima stazione della vita: è morto quel ragazzo, oggi 54enne, che 22 anni fa dopo un gravissimo incidente sull’A22 del Brennero rimase in coma e stato vegetativo di fatto fino ad oggi... Da quel giorno di fatto non è mai più rimasto cosciente, come raccontano oggi diversi approfondimenti sul Giornale di Brescia... Venerdì scorso, l’ultimo addio e il ritorno al cielo di un “angelo” che così tanto ha sofferto» (Il Sussidiario del 25 agosto).
 
“L’incredibile e sofferta esistenza di “Cito”, scrive l’autore dell’articolo, e poi ancora nella conclusione: “che così tanto ha sofferto”. Io voglio sperare che essendo in stato vegetativo, Ignazio Okamoto non abbia sofferto inutilmente per trentun anni, che non l’abbiano lasciato soffrire inutilmente per trentun anni.
Qui di seguito riporto un mio breve racconto pubblicato sul blog Rosebud il 21 agosto. Quando l’ho scritto ignoravo l’esistenza di Ignazio Okamoto, la cui storia ho appreso solo oggi dai giornali.
 
Il povero cane del veterinario pazzo
Pazzo il vecchio veterinario in pensione? Sadico? Incosciente? Oppure semplicemente troppo affezionato al suo cane? Non si sa. La gente diceva che aveva perso la testa dopo il grave incidente capitato al suo amico a quattro zampe. Troppo dolore nel vederlo così mal ridotto. Completamente cieco, povero cane, le quattro zampe erano diventate tre ed erano completamente fuori uso, paralizzate. Non abbaiava più, non guaiva più, non scodinzolava più, non correva più, non faceva più i suoi saltelli di gioia. Da quanti anni lo teneva in quelle condizioni il veterinario pazzo? Non mangiava e non beveva più, il povero cane, ma il veterinario grazie alle sue conoscenze mediche, aveva trovato il modo di nutrirlo con un tubicino che dal naso gli arrivava nello stomaco. Aveva trovato il modo di impedirgli di morire, povero cane. 
Crudeltà? Non si sa. Non voleva perderlo, non gli sembrava giusto che morisse prima che diventasse vecchio. Quanti anni ancora per diventare vecchio, povero cane? Se lo accarezzava, se lo coccolava come un bambino accarezza e coccola un peluche. Ma non era un peluche, il povero cane. Non era morto, ma era come se fosse morto e non sentiva le carezze del veterinario pazzo. E neppure udiva le sue dolci parole.  Il dottore del paese, lo chiese una volta al veterinario, se non gli sembrava una crudeltà tenere per anni la bestiola in quelle condizioni.  Si era ammalato, il veterinario pazzo, e aveva chiamato il dottore a casa sua. Il medico aveva visto accanto al letto, in una sorta di culla, il povero cane disteso, immobile, aveva sentito le chiacchiere della gente sulla pazzia del veterinario e non aveva potuto fare a meno di chiedergli: «Non le sembra una crudeltà, una folle crudeltà tenere quella bestiola in quelle condizioni per anni e anni?». Ed ecco che cosa rispose il veterinario pazzo: «Voi medici non fate lo stesso con gli uomini? Non li tenete per anni e anni nelle condizioni in cui si trova il mio cane?» Il medico gli fece osservare che non poteva mettere sullo stesso piano uomini e animali. Ed ecco che cosa rispose il veterinario pazzo: «Per l’appunto, la pietà per gli uomini dovrebbe essere molto maggiore della pietà per un cane».
Renato Pierri


I bacini di Salvini sui rosari e i creduloni

I bacini di Salvini sui rosari e i creduloni
Riguardo all’ostentazione dei simboli religiosi da parte di Matteo Salvini, ai bacini pubblici su crocifissi e medagliette, in un breve articolo apparso su Affaritaliani il 20 maggio, scrivevo: “Gli allocchi credono alla sincerità del buon Matteo, molti criticano il buon Matteo. Nessuno ride. E questa è la cosa preoccupante”. Non si pensi, però, che i creduloni siano soltanto persone sciocche e ignoranti, anche persone colte e intelligenti possono essere ingenue e credere che Matteo Salvini sia in buona fede. Ma per essere in buona fede, Matteo Salvini dovrebbe essere stupido. Ed è evidente  che Matteo Salvini stupido non è. Sa perfettamente che la sua posizione nei riguardi dei migranti e degli immigrati è in contrasto col Vangelo.  Sa perfettamente, Matteo Salvini, giacché stupido non è, che un cristiano non può affermare che nel nostro paese c’è “un arrivo di una massa di nullafacenti o delinquenti che non scappano dalla guerra ma la guerra ce la stanno portando in casa” (2 dicembre 2017) e che “ci vuole una pulizia di massa anche in Italia, via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti se serve” (18 febbraio 2017). Matteo Salvini sa perfettamente che tenere prigionieri su una nave per giorni e giorni degli sventurati, non è cristiano. E solo perché teme di perdere consensi tra i cristiani, ha preso a sbaciucchiare rosari. Ma qualcuno che non sia oltremodo ingenuo, può davvero pensare che Matteo Salvini, “entrato nella sua camera e, chiusa la porta, preghi il Padre suo nel segreto”? (cfr Mt 6,6). Suvvia!

Renato Pierri

Wednesday, August 21, 2019

Il bacio del rosario e il senso del ridicolo


 Il bacio del rosario e il senso del ridicolo
La maestra invita l’alunno a non parlare col compagno, a non disturbare, e lui, apposta, parla col compagno, apposta disturba. La mamma invita il figlioletto a non mettere i piedi nelle pozzanghere, e lui, apposta, mette i piedi nelle pozzanghere. I bambini son fatti così. In Senato, il presidente del Consiglio ha detto a Matteo Salvini: “Chi ha responsabilità di governo dovrebbe evitare di accostare durante i comizi gli slogan politici ai simboli religiosi", e Matteo Salvini, apposta, ha baciato il rosario. I Salvini son fatti così. E come son fatti gli italiani? Purtroppo gli italiani non hanno il senso del ridicolo, non ridono quando Matteo Salvini pigia le labbra sul crocifisso e affida il popolo italiano al cuore immacolato di Maria. Penso, alle volte, che la storia del mondo  avrebbe preso un corso diverso, se gli uomini, tutti gli uomini e non solo una minoranza, avessero il senso del ridicolo. Se dalla folla a Piazza Venezia, anziché applausi, si fosse levata una risata oceanica alla vista del Duce quando durante i discorsi assumeva i noti comici atteggiamenti, certamente il dittatore si sarebbe comportato in maniera diversa. Magari, chissà, neppure sarebbe diventato dittatore. Ma la folla non rideva. A proposito di cuore immacolato di Maria, perché ci si affida sempre al suo cuore immacolato e non semplicemente a Maria? La preghiera è più efficace? Suona meglio? Magari il ministro dell’Interno lo sa.
Renato Pierri

Monday, August 19, 2019

I migranti non entrano nelle case degli italiani











































































































































 







































  

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 “Maestro, perché i pellegrini non li porti a casa tua?”. Ci pensate se gli apostoli avessero fatto una domanda così strampalata a Gesù? Condizione indispensabile per parlare a favore dell’accoglienza dei migranti, è portarseli a casa propria? Ma che cavolo (scusate se mi irrito lievemente) di discorso è? E Matteo Salvini insiste nel discorso strampalato. Riguardo a Richard Gere, che si è schierato a favore dei migranti, ha detto: “Visto che il generoso milionario annuncia la sua preoccupazione per la sorte degli immigrati della Open Arms, lo ringraziamo: potrà portare a Hollywood, col suo aereo privato, tutte le persone a bordo e mantenerle nelle sue ville. Grazie Richard”. Riguardo a Luciana Littizzetto, che pure ha parlato a favore dei migranti, ha chiesto: «Quanti ne ospiterà a casa sua?». Insiste, il ministro, e gli allocchi come il solito abboccano e applaudono. Il discorso potrebbe avere una sua logica qualora qualcuno, chiedendo di accogliere i migranti, volesse farli entrare nelle case degli italiani, che le famiglie italiane li accogliessero nella propria casa. Ma nessuno se lo sogna. 
Renato Pierri 






















 







































































































































 




































































 




























 

Wednesday, August 14, 2019

Dalla strage di Sant’Anna di Stazzema ai selfie di chi cinicamente e oscenamente bacia rosari e vuole “pieni poteri”



Leggi il ricordo dell’efferata strage perpetrata a Sant'Anna di Stazzema, al tempo in cui in Germania e in Italia governavano uomini con pieni poteri. Furono massacrate 560 persone inermi, tra cui 130 bambini. Si era nell'agosto del 1944. Avevo otto anni. Hai i tuoi ricordi della guerra, della paura della guerra, della paura che era nell’aria e negli occhi dei genitori, la paura delle bombe su Carrara, e delle cannonate verso la fine della guerra. Il ricordo di quando si fuggiva dalle case alle sirene d’allarme, il ricordo delle bombe sulle case in via Groppini. Era il 18 gennaio del 1945. Persero la vita 65 cittadini, tra cui 14 bambini tra i due mesi e i dieci anni. Era il tempo in cui in Italia governava un uomo con pieni poteri. Leggi, ricordi, e ti viene una grande, profonda tristezza al pensiero che c’è gente oggi, nel nostro Paese, che si mette in fila per avere una foto con un uomo che sogna di avere pieni poteri. Un selfie con chi cinicamente e oscenamente bacia rosari e chiede pieni poteri. Neppure se mi pagassero!
Renato Pierri

Monday, August 12, 2019

La grandezza di Salvini secondo Zecchi

La grandezza di Salvini secondo Zecchi
“La novità straordinaria della politica di Matteo Salvini è di ascoltare la gente e di dare risposte alla gente... perché questa è la democrazia... grande uomo politico... intelligente”. Queste, ad un dipresso, le parole del professor Stefano Zecchi, per elogiare Matteo Salvini, l’altra sera durante la trasmissione “In Onda” (La7 del 6 agosto). E’ vero. Salvini ascolta la gente e dà le sue belle risposte. La gente non vuole i rom nel proprio quartiere o nelle case popolari? Matteo Salvini ascolta e dà la sua risposta: chiama zingari i rom, e promette ruspe e sgomberi. Le gente abbocca e i consensi crescono. La gente vuole benessere e sicurezza? Salvini ascolta e dà la sua risposta: il nemico del vostro benessere e della vostra sicurezza è l’immigrato. Non lo accogliamo, chiudiamo e porti. La gente abbocca e i consensi vanno alle stelle.
Questa è la democrazia. E nessun rimorso, nessun problema di coscienza, giacché c’è la benedizione della Madonna, secondo Salvini. E la gente abbocca. Ma la grandezza di un politico sta nel dire e fare cose buone, oppure nell’esaudire o fingere di esaudire i desideri della gente, a prescindere dalla loro giustezza? Si tratta d’intelligenza o di furbizia? Di grandezza o di bassezza politica?

Renato Pierri

Friday, August 09, 2019

Bollettini in ritardo. Disagi agli inquilini

Bollettini in ritardo. Disagi agli inquilini
(seconda lettera di reclamo)
Non so se accade in tutte le case di edilizia popolare del Comune di Roma, certo è che per la seconda volta, improvvisamente, per diversi mesi i bollettini relativi al canone d’affitto e agli oneri accessori, non pervengono agli inquilini dei palazzi di Via A. Mammucari e Via Tamburrano. Il disagio, soprattutto per le persone anziane non è poco, poiché per recuperare i bollettini bisogna recarsi presso un Ufficio raggiungibile solo con mezzi pubblici e in una strada percorsa dalle macchine e priva di marciapiede. Chi possiede un computer e una stampante, aveva la possibilità di scaricare i bollettini dal sito “Aequa Roma”. Adesso il sito non funziona. Ma ciò che fa rabbia agli inquilini, è il silenzio. Gli amministratori non si degnano di dare loro delle spiegazioni, di tranquillizzarli in qualche modo, di comunicare quando i bollettini riprenderanno ad arrivare. Nel passato, con altre amministrazioni, questi disservizi non si erano mai verificati.
Carmelo Dini


Tuesday, August 06, 2019

Matteo Salvini e il compleanno della Madonna

Matteo Salvini e il compleanno della Madonna
Ho criticato spesso Berlusconi nel passato, ma oggi Matteo Salvini me lo fa quasi rimpiangere. In fondo Berlusconi nella sua volgarità era un raffinato, un signore volgare. Matteo Salvini non si può definire con un ossimoro, a me non sembra un signore, mi sembra solo volgare. Trovo quasi osceno quel suo pigiare le labbra sui crocifissi, cinico e osceno il suo nominare spesso la Madonna.  Dopo averla spuntata sul “decreto sicurezza bis” ha detto: “E' una bella giornata e mi fa piacere che cade il 5 agosto, per chi è stato a Medjugorje rappresenta il compleanno della Vergine Maria". Saprà, Matteo Salvini, come sono andate la cose? Si era nell’agosto del 1984 e la Madonna postino disse: “Il cinque agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la vostra corona del rosario e pregate. Digiunate a pane e acqua...”.  E i veggenti pregarono per tre giorni a anche più, recitarono rosari a non finire, digiunarono a pane e acqua, e la Madonna postino riempii il mondo di grazie particolari e di una speciale benedizione. E da allora gli effetti  di tali grazie si sono visti. Attualmente nel mondo sono in atto 35 benedetti conflitti armati, nove vittime su dieci sono civili, donne, uomini e bambini. Un miliardo di persone nel mondo non hanno abbastanza cibo per nutrirsi; su 218 milioni di bambini sfruttati sono 100 milioni le bambine coinvolte nel lavoro minorile;  migliaia di bambini, bambine e adolescenti sono utilizzati dagli eserciti e da gruppi armati come soldati;  prima del cancro, degli incidenti stradali e della guerra, ad uccidere le donne nel mondo è la violenza subita dall'uomo. A tutto questo si sono aggiunti benedetti terremoti, benedetti maremoti, alluvioni, uragani, e via di seguito. 
Insomma, fa bene Salvini, a ricordare il compleanno della Madonna postino. E’ un augurio per il futuro.
Renato Pierri  

 

Sunday, August 04, 2019

Le reazioni scomposte di Matteo Salvini

Le reazioni scomposte di Matteo Salvini
Confesso che nutro una profonda, totale antipatia nei riguardi di Matteo Salvini, non mi piace come si comporta, non mi piace la sua faccia, non mi piace, lo confesso, quando pigia la bocca sui crocifissi, non mi piace, però io la debolezza del papà che non sa resistere alla richiesta del figlio di fare un giro in mare sulla moto del poliziotto, gliela avrei perdonata. Ci avrei sorriso su. Ma imperdonabile è stata la sua reazione. Il ministro non sopporta d’essere messo in difficoltà, non sa incassare colpi, e reagisce scompostamente. Così è accaduto con Carola. La comandante lo ha messo in difficoltà e lui ha reagito scompostamente chiamandola “zecca tedesca” e con altri graziosi epiteti. E così ha fatto col giornalista Valerio Lo Muzio, insultandolo in maniera volgare: "Lei che è specializzato, vada a riprendere i bambini, visto che le piace tanto... I figli devono essere tenuti fuori dalla polemica politica, attaccate me, lasciate stare mio figlio”. E non ha capito, il ministro, che in realtà è lui ad essere attaccato per la vicenda, non il figlio che non ha alcuna responsabilità.
Renato Pierri 

 

Saturday, August 03, 2019

Il suicidio assistito e l’esempio ingannevole

Il suicidio assistito e l’esempio ingannevole
Massimo Gandolfini, in un articolo intitolato “Eutanasia e suicidio assistito: due facce della stessa medaglia”, apparso sul quotidiano online In Terris, scrive tra l'altro: «Facciamo un esempio: se vedi un tale che si è gettato dal ponte e sta affogando mica ti passerà per la mente di gettarti in acqua e tentare di salvarlo? Quel tale ha esercitato il suo diritto di autodeterminazione e tu – cittadino esemplare – hai il dovere di non interferire, limitandoti invece ad "aiutarlo" nel suo proposito, restandotene sul parapetto del ponte a guardare!»
Eugenia Roccella, durante una trasmissione televisiva (“Domenica In” del 29 novembre 2010), disse: “La libertà di morire è una libertà contro l’umano tanto è che se noi vediamo che una persona si sta suicidando interveniamo".
Marco Travaglio, su Il Fatto Quotidiano del 2 dicembre 2011, scriveva: "Se incontriamo per strada un tizio che sta per buttarsi nel fiume, che facciamo: lo spingiamo o lo tratteniamo cercando di farlo ragionare?".
Quanti hanno fatto quest’esempio ingannevole, e quanti lo faranno ancora? Innanzi tutto c’è da osservare che non possono essere messe sullo steso piano la persona che in un momento di sconforto, di disperazione, sta per gettarsi da un ponte o sotto il treno, e che magari è in piena salute fisica, e che magari ha ancora lunga vita davanti a sé, e la persona malata che soffre indicibilmente e non ha speranza alcuna di guarigione. Sono situazioni diverse, non paragonabili. E poi c’è da osservare che con la persona che chiede il suicidio assistito ci si comporta esattamente come ci si comporta con chi sta per gettarsi da un ponte: si cerca di dissuaderlo, non si battono le mani e gli si dice che ha avuto una splendida idea. Nessuno, alla richiesta del DJ Fabo di morire, avrà subito risposto: “Ma certo, vuoi morire? Ti aiutiamo con tutto il cuore!”.
Scrive ancora Gandolfini: “Quando un’azione è malvagia, come l’aiuto al suicidio, tale rimane in ogni occasione”. E non è vero. Si sbaglia. L’omicidio, ad esempio, è azione malvagia, ma non è tale quando si tratta di salvare la vita di un innocente. E’ lecito uccidere per legittima difesa. Ebbene, il suicidio è una sorta di legittima difesa. L'aggredito non è in grado di "uccidere" l'ingiusto aggressore (la disperazione, lo sconforto estremo, la sofferenza estrema senza speranza), ed allora si sottrae alla sua violenza, uccidendo se stesso. Aiutarlo è opera buona.
Renato Pierri


Thursday, August 01, 2019

Suicidio assistito ed eutanasia. Stessa cosa nella sostanza

Suicidio assistito ed eutanasia. Stessa cosa nella sostanza
La notizia: “Con 13 voti favorevoli e 11 contrari, il Comitato nazionale di bioetica (Cnb) apre alla legalizzazione del suicidio medicalmente assistito in Italia, distinto dall'eutanasia, anche se le posizioni al suo interno evidenziano una spaccatura” (ANSA 30 luglio).
E in che cosa consiste la distinzione tra suicidio assistito ed eutanasia? Vediamo: “L’eutanasia è l'infusione di un farmaco che interrompe, in maniera rapida e indolore, la vita del malato che lo richiede. A compiere il gesto di somministrare la sostanza letale è una persona terza, un sanitario che la infonde endovena a chi ritiene di patire sofferenze eccessive a livello fisico o esistenziale”.
“Il suicidio assistito consiste nell'aiutare un soggetto che chiede di porre fine alla propria vita, ma in cui è lui stesso ad assumere un farmaco letale. Questa possibilità è prevista in Svizzera, dove si è recato Dj Fabo, aiutato da Marco Cappato. Fabiano Antoniani, pur essendo tetraplegico, ha potuto attivare una pompa infusionale schiacciando con i denti un pulsante. In questo caso l'aiuto è consistito nel predisporre il meccanismo che ha permesso di assumere la sostanza. Ma il gesto finale è rimasto suo”.
Se non è zuppa è pan bagnato. Comprare una casa direttamente dal proprietario e comprare una casa tramite un notaio, sono due maniere diverse di comprare una casa, ma nella sostanza è la stessa cosa: si compra una casa. Se Fabiano Antoniani non avesse avuto la possibilità di stringere i denti e qualcuno avesse fatto il gesto finale al posto suo e per suo espresso volere, i modi di procurarsi la morte sarebbero stati diversi, ma nella sostanza sarebbe stata la stessa cosa. 
E suicidio assistito ed eutanasia sono la stessa cosa da un punto di vista morale. Una legge giusta, ben fatta, sull’eutanasia rispetterebbe la volontà e la libertà della persona. Una legge giusta, ben fatta, sul suicidio assistito ugualmente rispetterebbe la volontà e la libertà della persona.
Bisogna però considerare che una legge che prevedesse solo il suicidio assistito e non l’eutanasia, penalizzerebbe la persona non in grado di compiere il gesto finale.
Renato Pierri