Thursday, August 29, 2019
Passi del
Vangelo imbarazzanti per la Chiesa
“Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine
consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel
cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non
rubano” (Mt 6, 19 – 20).
“Nessun servo può servire a due padroni: o
odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà
l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona” (Lc 16,13).
“Non procuratevi oro, né argento, né moneta di
rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali,
né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento” (Mt 10, 9 – 10).
“Gesù a lui: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che
hai e dallo ai poveri, e così avrai un tesoro in cielo: poi vieni e seguimi»”
(Mt 19,21).
“E chiunque ha
lasciato case o fratelli o sorelle o padre o madre o moglie o figli o campi per
il mio nome, riceverà il centuplo ed erediterà la vita eterna” (Mt 19, 29).
“Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: «Beati voi
poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché
sarete saziati” (Lc 6, 20 – 21). Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la
vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame” (6, 24
– 25).
La chiesa dei primi tempi, avendo forse fresco il ricordo di Gesù,
tenne nella giusta considerazione questa parte rilevante della sua
predicazione. Negli Atti degli Apostoli, infatti, si legge: "La moltitudine di coloro che avevano
abbracciato la fede aveva un cuore ed un'anima sola. Non v'era nessuno che
ritenesse cosa propria alcunché di ciò che possedeva, ma tutto era fra loro
comune" (Atti degli Apostoli, 4, 32 ).
Poi, a poco poco, col passare dei secoli, la
Chiesa ha dato sempre minore importanza a questi passi del Vangelo. La Chiesa
ha accumulato tesori sulla terra, non temendo tignola e ruggine o ladri che
scassinano e rubano. La Chiesa non ci tiene alla perfezione e quindi non vende
quello che ha per darlo ai poveri. Molti uomini della Chiesa hanno lasciato
fratelli e sorelle e padre e madre, ma si sono guardati bene dal lasciare case
e campi o altri beni.
Per molti uomini della Chiesa è diventata
oltremodo imbarazzante la risposta che il precursore del Cristo diede alla
folla: “Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha; e chi ha del cibo faccia
lo stesso” (Lc 3,11).
E’ quindi molto probabile che attualmente molti
uomini all’interno della Chiesa ed ovviamente all’esterno della Chiesa,
desiderino fortemente che la Chiesa continui ad ignorare una parte così
rilevante e importante della predicazione di Gesù.
E’ molto probabile che rispondano a verità le
parole di padre Arturo Sosa, preposito Generale della Compagnia di Gesù:
"Ci sono persone, sia all'interno che all'esterno della Chiesa, che
vorrebbero che Papa Francesco desse le dimissioni, ma il pontefice non lo farà.
Credo che la strategia finale di questi settori non sia tanto quella di
costringere Papa Francesco a lasciare, quanto di incidere sull'elezione del
prossimo pontefice, creando le condizioni affinché il prossimo Papa non
continui ad approfondire il cammino che Francesco ha invece indicato e
intrapreso".
Renato Pierri
Monday, August 26, 2019
Ignazio Okamoto ed un breve racconto di Renato Pierri
Ignazio Okamoto ed un breve racconto di Renato
Pierri
La Notizia: «Morto dopo 31 anni di coma
in stato vegetativo: la storia e la sofferenza di Ignazio Okamoto e di quei
genitori che per il loro “Cito” hanno fatto di tutto... L’incredibile e sofferta
esistenza di “Cito”, nome con cui era chiamato Ignazio Okamoto, è giunta alla
sua ultima stazione della vita: è morto quel ragazzo, oggi 54enne, che 22 anni
fa dopo un gravissimo incidente sull’A22 del Brennero rimase in coma e stato
vegetativo di fatto fino ad oggi... Da quel giorno di fatto non è mai più
rimasto cosciente, come raccontano oggi diversi approfondimenti sul Giornale di
Brescia... Venerdì scorso, l’ultimo addio e il ritorno al cielo di un “angelo”
che così tanto ha sofferto» (Il Sussidiario del 25
agosto).
“L’incredibile e sofferta esistenza di “Cito”, scrive l’autore
dell’articolo, e poi ancora nella conclusione: “che così tanto ha sofferto”. Io
voglio sperare che essendo in stato vegetativo, Ignazio Okamoto non abbia
sofferto inutilmente per trentun anni, che non l’abbiano lasciato soffrire
inutilmente per trentun anni.
Qui di seguito riporto un mio breve racconto pubblicato sul
blog Rosebud il 21 agosto. Quando l’ho scritto ignoravo l’esistenza di Ignazio
Okamoto, la cui storia ho appreso solo oggi dai giornali.
Il povero
cane del veterinario pazzo
Pazzo il vecchio
veterinario in pensione? Sadico? Incosciente? Oppure semplicemente troppo
affezionato al suo cane? Non si sa. La gente diceva che aveva perso la testa
dopo il grave incidente capitato al suo amico a quattro zampe. Troppo dolore nel
vederlo così mal ridotto. Completamente cieco, povero cane, le quattro zampe
erano diventate tre ed erano completamente fuori uso, paralizzate. Non abbaiava
più, non guaiva più, non scodinzolava più, non correva più, non faceva più i
suoi saltelli di gioia. Da quanti anni lo teneva in quelle condizioni il
veterinario pazzo? Non mangiava e non beveva più, il povero cane, ma il
veterinario grazie alle sue conoscenze mediche, aveva trovato il modo di
nutrirlo con un tubicino che dal naso gli arrivava nello stomaco. Aveva trovato
il modo di impedirgli di morire, povero cane.
Crudeltà? Non si sa. Non voleva
perderlo, non gli sembrava giusto che morisse prima che diventasse vecchio.
Quanti anni ancora per diventare vecchio, povero cane? Se lo accarezzava, se lo
coccolava come un bambino accarezza e coccola un peluche. Ma non era un peluche,
il povero cane. Non era morto, ma era come se fosse morto e non sentiva le
carezze del veterinario pazzo. E neppure udiva le sue dolci parole. Il dottore
del paese, lo chiese una volta al veterinario, se non gli sembrava una crudeltà
tenere per anni la bestiola in quelle condizioni. Si era ammalato, il
veterinario pazzo, e aveva chiamato il dottore a casa sua. Il medico aveva visto
accanto al letto, in una sorta di culla, il povero cane disteso, immobile, aveva
sentito le chiacchiere della gente sulla pazzia del veterinario
e non aveva potuto fare a meno di chiedergli: «Non le sembra una crudeltà, una
folle crudeltà tenere quella bestiola in quelle condizioni per anni e anni?». Ed
ecco che cosa rispose il veterinario pazzo: «Voi medici non fate lo stesso con
gli uomini? Non li tenete per anni e anni nelle condizioni in cui si trova il
mio cane?» Il medico gli fece osservare che non poteva mettere sullo stesso
piano uomini e animali. Ed ecco che cosa rispose il veterinario pazzo: «Per
l’appunto, la pietà per gli uomini dovrebbe essere molto maggiore della pietà
per un cane».
Renato
Pierri
I bacini di Salvini sui rosari e i creduloni
I bacini di Salvini sui rosari e i
creduloni
Riguardo all’ostentazione dei simboli
religiosi da parte di Matteo Salvini, ai bacini pubblici su crocifissi e
medagliette, in un breve articolo apparso su Affaritaliani il 20 maggio,
scrivevo: “Gli allocchi credono alla sincerità del buon Matteo, molti criticano
il buon Matteo. Nessuno ride. E questa è la cosa preoccupante”. Non si pensi,
però, che i creduloni siano soltanto persone sciocche e ignoranti, anche persone
colte e intelligenti possono essere ingenue e credere che Matteo Salvini sia in
buona fede. Ma per essere in buona fede, Matteo Salvini dovrebbe essere stupido.
Ed è evidente che Matteo Salvini stupido non è. Sa perfettamente che la sua
posizione nei riguardi dei migranti e degli immigrati è in contrasto col
Vangelo. Sa perfettamente, Matteo Salvini, giacché stupido non è, che un
cristiano non può affermare che nel nostro paese c’è “un arrivo di una massa di
nullafacenti o delinquenti che non scappano dalla guerra ma la guerra ce la
stanno portando in casa” (2 dicembre 2017) e che “ci vuole una pulizia di massa
anche in Italia, via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti se
serve” (18 febbraio 2017). Matteo Salvini sa perfettamente che tenere
prigionieri su una nave per giorni e giorni degli sventurati, non è cristiano. E
solo perché teme di perdere consensi tra i cristiani, ha preso a sbaciucchiare
rosari. Ma qualcuno che non sia oltremodo ingenuo, può davvero pensare che
Matteo Salvini, “entrato nella sua camera e, chiusa la porta, preghi il Padre
suo nel segreto”? (cfr Mt 6,6). Suvvia!
Renato Pierri
Wednesday, August 21, 2019
Il bacio del rosario e il senso del ridicolo
Il bacio del
rosario e il senso del ridicolo
La maestra invita l’alunno a non parlare col compagno, a non
disturbare, e lui, apposta, parla col compagno, apposta disturba. La mamma
invita il figlioletto a non mettere i piedi nelle pozzanghere, e lui, apposta,
mette i piedi nelle pozzanghere. I bambini son fatti così. In Senato, il
presidente del Consiglio ha detto a Matteo Salvini: “Chi ha responsabilità di
governo dovrebbe evitare di accostare durante i comizi gli slogan politici ai
simboli religiosi", e Matteo Salvini, apposta, ha baciato il rosario. I
Salvini son fatti così. E come son fatti gli italiani? Purtroppo gli italiani
non hanno il senso del ridicolo, non ridono quando Matteo Salvini pigia le
labbra sul crocifisso e affida il popolo italiano al cuore immacolato di Maria.
Penso, alle volte, che la storia del mondo avrebbe preso un corso
diverso, se gli uomini, tutti gli uomini e non solo una minoranza, avessero il
senso del ridicolo. Se dalla folla a Piazza Venezia, anziché applausi, si fosse
levata una risata oceanica alla vista del Duce quando durante i discorsi
assumeva i noti comici atteggiamenti, certamente il dittatore si sarebbe
comportato in maniera diversa. Magari, chissà, neppure sarebbe diventato
dittatore. Ma la folla non rideva. A proposito di cuore immacolato di Maria,
perché ci si affida sempre al suo cuore immacolato e non semplicemente a Maria?
La preghiera è più efficace? Suona meglio? Magari il ministro dell’Interno lo
sa.
Renato Pierri
Monday, August 19, 2019
I migranti non entrano nelle case degli italiani
hhh
“Maestro, perché i pellegrini non li
porti a casa tua?”. Ci pensate se gli apostoli avessero fatto una domanda così
strampalata a Gesù? Condizione indispensabile per parlare a favore
dell’accoglienza dei migranti, è portarseli a casa propria? Ma che cavolo
(scusate se mi irrito lievemente) di discorso è? E Matteo Salvini insiste nel
discorso strampalato. Riguardo a Richard Gere, che si è schierato a favore dei
migranti, ha detto: “Visto che il generoso milionario annuncia la sua
preoccupazione per la sorte degli immigrati della Open Arms, lo ringraziamo:
potrà portare a Hollywood, col suo aereo privato, tutte le persone a bordo e
mantenerle nelle sue ville. Grazie Richard”. Riguardo a Luciana Littizzetto, che
pure ha parlato a favore dei migranti, ha chiesto: «Quanti ne ospiterà a casa
sua?». Insiste, il ministro, e gli allocchi come il solito abboccano e
applaudono. Il discorso potrebbe avere una sua logica qualora qualcuno,
chiedendo di accogliere i migranti, volesse farli entrare nelle case degli
italiani, che le famiglie italiane li accogliessero nella propria casa. Ma
nessuno se lo sogna.
Renato Pierri
Wednesday, August 14, 2019
Dalla strage di Sant’Anna di Stazzema ai selfie di chi cinicamente e oscenamente bacia rosari e vuole “pieni poteri”
Leggi il ricordo dell’efferata strage perpetrata a Sant'Anna di
Stazzema, al tempo in cui in Germania e in Italia governavano uomini con pieni
poteri. Furono massacrate 560 persone inermi, tra cui 130 bambini. Si era
nell'agosto del 1944. Avevo otto anni. Hai i tuoi ricordi della guerra, della
paura della guerra, della paura che era nell’aria e negli occhi dei genitori,
la paura delle bombe su Carrara, e delle cannonate verso la fine della guerra.
Il ricordo di quando si fuggiva dalle case alle sirene d’allarme, il ricordo
delle bombe sulle case in via Groppini. Era il 18 gennaio del 1945. Persero la
vita 65 cittadini, tra cui 14 bambini tra i due mesi e i dieci anni. Era il
tempo in cui in Italia governava un uomo con pieni poteri. Leggi, ricordi, e ti
viene una grande, profonda tristezza al pensiero che c’è gente oggi, nel nostro
Paese, che si mette in fila per avere una foto con un uomo che sogna di avere
pieni poteri. Un selfie con chi cinicamente e oscenamente bacia rosari e chiede
pieni poteri. Neppure se mi pagassero!
Renato Pierri
Monday, August 12, 2019
La grandezza di Salvini secondo Zecchi
La grandezza di Salvini secondo
Zecchi
“La novità straordinaria della politica di Matteo
Salvini è di ascoltare la gente e di dare risposte alla gente... perché questa è
la democrazia... grande uomo politico... intelligente”. Queste, ad un dipresso,
le parole del professor Stefano Zecchi, per elogiare Matteo Salvini, l’altra
sera durante la trasmissione “In Onda” (La7 del 6 agosto). E’ vero. Salvini
ascolta la gente e dà le sue belle risposte. La gente non vuole i rom nel
proprio quartiere o nelle case popolari? Matteo Salvini ascolta e dà la sua
risposta: chiama zingari i rom, e promette ruspe e sgomberi. Le gente abbocca e
i consensi crescono. La gente vuole benessere e sicurezza? Salvini ascolta e dà
la sua risposta: il nemico del vostro benessere e della vostra sicurezza è
l’immigrato. Non lo accogliamo, chiudiamo e porti. La gente abbocca e i consensi
vanno alle stelle.
Questa è la democrazia. E nessun rimorso, nessun
problema di coscienza, giacché c’è la benedizione della Madonna, secondo
Salvini. E la gente abbocca. Ma la grandezza di un politico sta nel dire e fare
cose buone, oppure nell’esaudire o fingere di esaudire i desideri della gente, a
prescindere dalla loro giustezza? Si tratta d’intelligenza o di furbizia? Di
grandezza o di bassezza politica?
Renato Pierri
Friday, August 09, 2019
Bollettini in ritardo. Disagi agli inquilini
Bollettini in ritardo. Disagi agli
inquilini
(seconda lettera di reclamo)
Non so se accade in tutte le case di
edilizia popolare del Comune di Roma, certo è che per la seconda volta,
improvvisamente, per diversi mesi i bollettini relativi al canone d’affitto e
agli oneri accessori, non pervengono agli inquilini dei palazzi di Via A.
Mammucari e Via Tamburrano. Il disagio, soprattutto per le persone anziane non è
poco, poiché per recuperare i bollettini bisogna recarsi presso un Ufficio
raggiungibile solo con mezzi pubblici e in una strada percorsa dalle macchine e
priva di marciapiede. Chi possiede un computer e una stampante, aveva la
possibilità di scaricare i bollettini dal sito “Aequa Roma”. Adesso il sito non
funziona. Ma ciò che fa rabbia agli inquilini, è il silenzio. Gli amministratori
non si degnano di dare loro delle spiegazioni, di tranquillizzarli in qualche
modo, di comunicare quando i bollettini riprenderanno ad arrivare. Nel passato,
con altre amministrazioni, questi disservizi non si erano mai verificati.
Carmelo Dini
Tuesday, August 06, 2019
Matteo Salvini e il compleanno della Madonna
Matteo Salvini e il
compleanno della Madonna
Ho criticato spesso Berlusconi nel
passato, ma oggi Matteo Salvini me lo fa quasi rimpiangere. In fondo Berlusconi
nella sua volgarità era un raffinato, un signore volgare. Matteo Salvini non si
può definire con un ossimoro, a me non sembra un signore, mi sembra solo
volgare. Trovo quasi osceno quel suo pigiare le labbra sui crocifissi, cinico e
osceno il suo nominare spesso la Madonna. Dopo averla spuntata sul “decreto
sicurezza bis” ha detto: “E' una bella giornata e mi fa piacere che cade il 5
agosto, per chi è stato a Medjugorje rappresenta il compleanno della Vergine
Maria". Saprà, Matteo Salvini, come sono andate la cose? Si era nell’agosto del
1984 e la Madonna postino disse: “Il
cinque agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per
quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una
speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da
dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la vostra
corona del rosario e pregate. Digiunate a pane e acqua...”. E i veggenti pregarono per tre
giorni a anche più, recitarono rosari a non finire, digiunarono a pane e acqua,
e la Madonna postino riempii il mondo di grazie particolari e di una speciale
benedizione. E da allora gli effetti di tali grazie si sono visti. Attualmente
nel mondo sono in atto 35 benedetti conflitti armati, nove vittime su dieci sono
civili, donne, uomini e bambini. Un miliardo di persone nel mondo non hanno
abbastanza cibo per nutrirsi; su 218 milioni di bambini sfruttati sono 100
milioni le bambine coinvolte nel lavoro minorile; migliaia di bambini, bambine
e adolescenti sono utilizzati dagli eserciti e da gruppi armati come soldati;
prima del cancro, degli incidenti stradali e della guerra, ad uccidere le donne
nel mondo è la violenza subita dall'uomo.
A tutto questo si sono
aggiunti benedetti terremoti, benedetti maremoti, alluvioni, uragani, e via di
seguito.
Insomma, fa bene Salvini, a ricordare
il compleanno della Madonna postino. E’ un augurio per il futuro.
Renato Pierri
Sunday, August 04, 2019
Le reazioni scomposte di Matteo Salvini
Le reazioni scomposte di Matteo
Salvini
Confesso che nutro una profonda, totale antipatia nei
riguardi di Matteo Salvini, non mi piace come si comporta, non mi piace la sua
faccia, non mi piace, lo confesso, quando pigia la bocca sui crocifissi, non mi
piace, però io la debolezza del papà che non sa resistere alla richiesta del
figlio di fare un giro in mare sulla moto del poliziotto, gliela avrei
perdonata. Ci avrei sorriso su. Ma imperdonabile è stata la sua reazione. Il
ministro non sopporta d’essere messo in difficoltà, non sa incassare colpi, e
reagisce scompostamente. Così è accaduto con Carola. La comandante lo ha messo
in difficoltà e lui ha reagito scompostamente chiamandola “zecca tedesca” e con
altri graziosi epiteti. E così ha fatto col giornalista Valerio Lo Muzio,
insultandolo in maniera volgare: "Lei che è specializzato, vada a riprendere i
bambini, visto che le piace tanto... I figli devono essere tenuti fuori dalla
polemica politica, attaccate me, lasciate stare mio figlio”. E non ha capito, il
ministro, che in realtà è lui ad essere attaccato per la vicenda, non il figlio
che non ha alcuna responsabilità.
Renato Pierri
Saturday, August 03, 2019
Il suicidio assistito e l’esempio ingannevole
Il suicidio assistito e l’esempio
ingannevole
Massimo Gandolfini, in un articolo intitolato
“Eutanasia e suicidio assistito: due facce della stessa medaglia”, apparso sul
quotidiano online In Terris, scrive tra l'altro: «Facciamo un
esempio: se vedi un tale che si è gettato dal ponte e sta affogando mica ti
passerà per la mente di gettarti in acqua e tentare di salvarlo? Quel tale ha
esercitato il suo diritto di autodeterminazione e tu – cittadino esemplare – hai
il dovere di non interferire, limitandoti invece ad "aiutarlo" nel suo
proposito, restandotene sul parapetto del ponte a guardare!»
Eugenia Roccella, durante una trasmissione televisiva
(“Domenica In” del 29 novembre 2010), disse: “La libertà di morire è una libertà
contro l’umano tanto è che se noi vediamo che una persona si sta suicidando
interveniamo".
Marco Travaglio, su Il Fatto Quotidiano del 2 dicembre
2011, scriveva: "Se incontriamo per strada un tizio che sta per buttarsi nel
fiume, che facciamo: lo spingiamo o lo tratteniamo cercando di farlo
ragionare?".
Quanti hanno fatto quest’esempio
ingannevole, e quanti lo faranno ancora? Innanzi tutto c’è da osservare che non
possono essere messe sullo steso piano la persona che in un momento di
sconforto, di disperazione, sta per gettarsi da un ponte o sotto il treno, e che
magari è in piena salute fisica, e che magari ha ancora lunga vita davanti a sé,
e la persona malata che soffre indicibilmente e non ha speranza alcuna di
guarigione. Sono situazioni diverse, non paragonabili. E poi c’è da osservare
che con la persona che chiede il suicidio assistito ci si comporta esattamente
come ci si comporta con chi sta per gettarsi da un ponte: si cerca di
dissuaderlo, non si battono le mani e gli si dice che ha avuto una splendida
idea. Nessuno, alla richiesta del DJ Fabo di morire, avrà subito risposto: “Ma
certo, vuoi morire? Ti aiutiamo con tutto il cuore!”.
Scrive ancora Gandolfini: “Quando un’azione è
malvagia, come l’aiuto al suicidio, tale rimane in ogni occasione”. E non è
vero. Si sbaglia. L’omicidio, ad esempio, è azione malvagia, ma non è tale
quando si tratta di salvare la vita di un innocente. E’ lecito uccidere per
legittima difesa. Ebbene, il suicidio è una sorta di legittima difesa. L'aggredito
non è in grado di "uccidere" l'ingiusto aggressore (la disperazione, lo
sconforto estremo, la sofferenza estrema senza speranza), ed allora si sottrae
alla sua violenza, uccidendo se stesso. Aiutarlo è opera
buona.
Renato
Pierri
Thursday, August 01, 2019
Suicidio assistito ed eutanasia. Stessa cosa nella sostanza
Suicidio assistito ed eutanasia. Stessa cosa nella
sostanza
La notizia: “Con 13 voti favorevoli e 11 contrari, il
Comitato nazionale di bioetica (Cnb) apre alla legalizzazione del suicidio
medicalmente assistito in Italia, distinto dall'eutanasia, anche se le posizioni
al suo interno evidenziano una spaccatura” (ANSA 30
luglio).
E in che cosa consiste la distinzione tra suicidio
assistito ed eutanasia? Vediamo: “L’eutanasia è l'infusione di un farmaco che interrompe, in maniera
rapida e indolore, la vita del malato che lo richiede. A compiere il gesto di
somministrare la sostanza letale è una persona terza, un sanitario che la
infonde endovena a chi ritiene di patire sofferenze eccessive a livello fisico o
esistenziale”.
“Il suicidio assistito consiste nell'aiutare un
soggetto che chiede di porre fine alla propria vita, ma in cui è lui stesso ad
assumere un farmaco letale. Questa possibilità è prevista in Svizzera, dove si è
recato Dj Fabo, aiutato da Marco Cappato. Fabiano Antoniani, pur essendo
tetraplegico, ha potuto attivare una pompa infusionale schiacciando con i denti
un pulsante. In questo caso l'aiuto è consistito nel predisporre il meccanismo
che ha permesso di assumere la sostanza. Ma il gesto finale è rimasto
suo”.
Se non è zuppa è pan bagnato. Comprare una casa
direttamente dal proprietario e comprare una casa tramite un notaio, sono due
maniere diverse di comprare una casa, ma nella sostanza è la stessa cosa: si
compra una casa. Se Fabiano Antoniani non avesse avuto la possibilità di
stringere i denti e qualcuno avesse fatto il gesto finale al posto suo e per suo
espresso volere, i modi di procurarsi la morte sarebbero stati diversi, ma nella
sostanza sarebbe stata la stessa cosa.
E suicidio assistito ed eutanasia sono la stessa cosa
da un punto di vista morale. Una legge giusta, ben fatta, sull’eutanasia
rispetterebbe la volontà e la libertà della persona. Una legge giusta, ben
fatta, sul suicidio assistito ugualmente rispetterebbe la volontà e la libertà
della persona.
Bisogna però considerare che una legge che prevedesse
solo il suicidio assistito e non l’eutanasia, penalizzerebbe la persona non in
grado di compiere il gesto finale.
Renato Pierri
